Ancora sulla partenza a Piramide (sic)

PiramideAll’ultima partenza della Critical Mass da Via dei Fori Imperiali ho parlato con un ciclista che mi cercava come “amministratore del sito di CM” riguardo al fatto che dovrei pubblicizzare sul sito che lui ed altri (una decina) si vedono ancora alle 18 a Piramide.

Gli ho detto che sebbene io ritenga sbagliato avere due partenze e soprattutto tornare a Piramide può comunque aggiungere un commento al post che lancia la prossima Critical Mass e ricordare questo appuntamento alternativo.

Ho chiesto comunque perchè si ostinano a partire da Piramide. Mi ha risposto che il cambiamento ai Fori Imperiali non era stato deciso dalla CM…

Gli ho detto che comunque se ne è parlato in alcune riunioni ed nella mailing list e ho chiesto secondo lui quale sarebbe invece l’organo decisionale di Critical Mass Roma. Dopo un po’ di insistenza lui dice altre assemblee a San Lorenzo con duecento persone… ma non approfondiamo di piu’.

Comunque gli dico alla fine decidono i ciclisti/e ed è ormai un anno che vengono qua al palo 27 di Via dei Fori Imperiali.

Gli chiedo allora cosa c’è che non va in questo posto?

Mi dice che è troppo centrale, è troppo visibile e stiamo in mezzo alla strada.

Capisco che c’è qualcos’altro e chiedo ma quindi è meglio meno centrale e meno visibile e più nascosto?

No… alla fine pare che  il problema pare essere che stando lì sotto il Campidoglio siamo visibili dalle istituzioni e facciamo gioco a chi ha i tavoli di trattativa con il comune (leggi DI TRAFFICO SI MUORE e altre ASSOCIAZIONI) che si giovano della nostra visibilità.

Gli chiedo quindi pensi che DI TRAFFICO SI MUORE sfrutti questa visibilità per darsi forza ai tavoli di trattativa.

La risposta sostanzialmente è si, anche per personaggi come quello che si è candidato (leggi ROTAFIXA) e per quelli delle Associazioni (leggi i CICLONAUTI).

Gli spiego che quelli che lui elenca come difetti sono per me invece pregi e che da anni avevo lanciato (insieme ad altri/e) la proposta dello spostamento in posizione più centrale anche senza appartenere ad associazioni, candidati, reti e tavoli di trattativa, ma che comunque sul sito racconterò un po’ la chiacchierata anche se sono in completo disaccordo e la questione del fare gioco ai tavoli di trattativa mi pare davvero pretestuosa.

Pubblicato.

Adesso se volete commentate scrivete meglio le vostre motivazioni

luca.bicycling

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27 Comments

  1. Rotafixa said,

    November 1st, 2010 at 4:14 pm

    Allucintante. Questa fa il paio con alcune affermazioni recenti secondo cui le “ciclofficine non fanno bici ma formano persone”

  2. eko said,

    November 1st, 2010 at 5:17 pm

    ..sul fatto di “formare persone” non ci vedo una cosa negativa. Non mi va di connotarla come “scuola di pensiero”, come “lavaggio di cervelli”..che so. anzi magari fosse così. magari fossero divelte certe concezioni che invece portano alla pigrizia dell’uso spassionato dell’auto.
    ci sono atteggiamenti che non capirò mai fino in fondo : ma se la lotta è quella per l’ottenimento di una unica cosa “ANDARE IN BICI E SENTIRSI SICURI DI ANDARCI MA SOPRATTUTTO FAR IN MODO CHE PIU PERSONE CI VADANO ” (detta alla grossa) perchè sempre tante schermaglie e tante diavolo di bandiere…
    scusate se faccio semplicistica la cosa.
    poi
    “Mi dice che è troppo centrale, è troppo visibile e stiamo in mezzo alla strada.”
    …ma dove dovremmo stare? nascosti? come le ciclabili che hanno fatto finora?
    bici&bACI

  3. Rotafixa said,

    November 1st, 2010 at 6:22 pm

    incollo qui ilcommento completo che ho scritto in lista cm

    Allucinante.
    Desolante.
    Trovo una povertà d’anima in queste espressioni che contrasta totalmente con lo spirito del ciclismo urbano come contrapposizione al sistema automobilistico.
    Di questi tempi ne sento di incredibili. Pare addirittura che all’ultima riunione delle cicloff si sia “stabilito una volta per tutte che nelle ciclofficine non si fanno bici ma si formano persone, non si avvitano bulloni ma si creano spazi di socialità e di resistenza politica”.
    Qui mi sembra urgente una ripresa in mano dei fondamentali, e soprattutto una discussione ampia e sincera su chi gira intorno al ciclismo urbano e soprattutto perché.
    Quanto ala mia candidatura, ne ho spiegato così tante volte il senso, su tutti i mezzi (tranne quelli che mi hanno censurato), che chi ancora non l’ha capita e’ diversamente intelligente.

  4. malaerba said,

    November 1st, 2010 at 7:06 pm

    A voler essere buono leggo tanta ignoranza dei fatti, a voler essere meno buono tanta malafede.

    Mi ha risposto che il cambiamento ai Fori Imperiali non era stato deciso dalla CM…

    Ricordo ancora quell’assemblea partecipatissima in ciclofficina centrale in cui qualcuno propose di spostare la partenza ai fori e la proposta fu accolta per acclamazione. Lasciando pure perdere l’assemblea: se la massa non volesse partire dai fori imperiali non partirebbe da lì. Se qualcuno vuol spostare, di nuovo, la partenza lo facesse presente in maniera chiara invece di fare l’incompreso e la vittima dicendo che si ostina a partire da Piramide.

    Gli chiedo quindi pensi che DI TRAFFICO SI MUORE sfrutti questa visibilità per darsi forza ai tavoli di trattativa. La risposta sostanzialmente è si, anche per personaggi come quello che si è candidato (leggi ROTAFIXA) e per quelli delle Associazioni (leggi i CICLONAUTI).

    Riguardo di DTSM e rotafixa lascio che siano loro a rispondere alla povera vittima incompresa di cui sopra se ne hanno tempo e voglia. Quanto ai ciclonauti, di cui faccio parte, vorrei chiedere alla povera vittima incompresa: quale visibilità sfrutteremmo? E a quali tavoli di trattativa andremmo? L’unico coordinamento di cui facciamo parte è appunto DTSM e anche lui/lei potrebbe farne parte: gli basterebbe partecipare alle riunioni. Solo che poi non potrebbe più sparare cazzate in giro. I ciclonauti sono un’associazione nata principalmente col fine di far continuare l’esperienza della ciclofficina dell’Angelo Mai e quello continuiamo a fare. Se poi la povera vittima incompresa di cui sopra non lo vuol capire non sono problemi nostri, però almeno evitasse di dire stronzate.

    Rotafixa said
    “le ciclofficine non fanno bici ma formano persone”

    E questa invece mi sembra una fortuna. Quando qualcuno passa in ciclofficina m’interessa che esca da lì consapevole che andare in bicicletta è oggi un atto politico e rivoluzionario, non l’ultima moda. Più che abbia la bici in ordine m’interessa che abbia imparato a ripararla. Che i volontari che stanno lì dentro lo facciano più per cercare di cambiare il mondo che per amore della meccanica. Altrimenti è tempo perso.

  5. felipe said,

    November 1st, 2010 at 10:55 pm

    bah, un paio di cose che fanno il paio, dunque quattro:
    * se da anni sono daccordo con lo spostamento in un luogo più centrale, non lo sono mai stato con l’attuale luogo di partenza, che ci fa rimanere legati ad un palo, teatro di una tragedia. Mi sono sempre detto favorevole a fare in modo che la CM passi il più delle volte possibile a sostare qualche minuto in corrispondenza del palo 27, ma per la partenza occorre una piazza, non un marciapiede; una piazza che sia un luogo della critical mass, e solo della critical mass.
    * penso che frasi come questa, che riporto dal sito DTSM “Per esprimere il nostro sdegno e per ricordare la nostra amica saremo oggi (venerdì 29 ottobre) dalle 18:30 alle 19:30 al palo 27 di via dei Fori Imperiali con candele e piante fiorite”, senza nominare affatto la CM, si prestino ad una errata interpretazione di una serie di cose. Se poi pensiamo alla candidatura di rotafixa e al suo presentarsi alla partenza della cm a distribuire i suoi “votantonio”…
    * non sono daccordo su nulla di quanto dicono i misteriosi amanti di piramide, ma ciò che mi sembra “allucinante” è che in qualche modo qualcuno, dall’esterno, la possa pensare così, e che quindi la critical mass romana (e le sue molte anime) presti il fianco ad essere vista in un modo che non le appartiene. Che sia effettivamente una nostra mancanza di chiarezza?
    * Per concludere, ad eko rispondo che veloruzione non significa “mandare in bici il maggior numero di persone possibile”, perchè non sarà il numero delle bici a cambiare le strade e il mondo, ma la qualità del cervello di chi ci sta sopra.

  6. rotafixa said,

    November 1st, 2010 at 11:43 pm

    “votantonio” mi vuole umiliare, e mi fa capire sempre di più che chi parla di nuova socialità in realtà non ha idea di cosa parli.

    e in realtà so di non essere umiiabile, anzi sono felice di ciò che ho fatto e faccio, e continuerò secondo il mio sentire.

    vorrei che chi si presume grande capisse di essere piccolo, e si impegnasse a diventare grande (non nel senso di adulto: nel senso di grande).

    questa storia è disgustosa, schizofrenica. mi sento umiliato, questo sì, dall’avere a che fare con miserie simili.

  7. Ilaria Inbici said,

    November 2nd, 2010 at 10:32 am

    Siete impazziti tutti?????

    Sfruttare la visibilità??? Interessi? Allucinante che in ciclofficina NON SI FORMINO PERSONE?????

    AOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!! Ma dite sul serio????? La ciclofficina è un luogo da cui escono delle capocce critiche….e non stiamo li a farli ingoiare informazioni manipolate per interesse!!!!!!!!!!
    Allora sentiamo che dovremmo fare?

    mi fa molto male tutto questo, questa lotta intestina inutile, senza senso…

    MA CHI SIETE VOI PER GIUDICARE E DIRE QUELLO CHE E’ GIUSTO O QUELLO CHE E’ SBAGLIATOOOOOO! BASTA! BASTA! VI PREGO BASTA!
    MA “NOI” CICLOFFICINE VENIAMO A ROMPERE LE PALLE A DIRE “VOI” SBAGLIATE, NOI FACCIAMO BENE?
    Esiste un giusto??????

    in realtà la citazione corretta sarebbe questa:
    “nelle ciclofficine non si fanno SOLO bici ma si formano persone, non si avvitano bulloni ma SVITANO CAPOCCE”

    aggiungo meno male che non stiamo li a fare solo bici….meno male che la ciclofficina è un luogo in cui si creano spazi di socialità e di attivismo politico….

    la ciclofficina non è un negozio, e non abbiamo a cuore SOLO mandare piu gente in bici…ma tante altre cose, CAZZO!

    Dove sono le riunioni a San Lorenzo in cui ci stanno i futuri capi della Critical Mass?

    saluti.

  8. capomeccanico said,

    November 2nd, 2010 at 11:20 am

    finalmente molte cose vengono fuori, quello che si nascondeva sotto la cenere eccolo qua.

    Cm è un anguilla lo sapevamo,
    Cm non sta bene con coordinamenti, associazioni, negozi, lo sapevamo l’ho provato sulla mia pelle.

    Il cambiamento al palo dei fori io non l’ho mai capito ( anche se porto eva nel cuore) per esperienza diretta fui io a proporre per prima una spostamento della partenza a Largo Argentina e anche li fummo messi al Palo ma lo rifarei..

    Le riunioni a San lorenzo erano un buon momento di partecipazione fuori gli spazi sociali per ribadire il concetto che il nsotro miglior posto è la strada, le piazze!!

    Mi trovo d’accordo con Felipe ma non nei modi.

    Una buona discussione.
    Capomeccanico

  9. luca said,

    November 2nd, 2010 at 1:19 pm

    Certo Largo Argentina (vicino Feltrinelli) per una serie di ragioni che avevamo a lungo elencato e discusso sarebbe un posto ideale anche per la comunicazione con la città che prende l’autobus e la città che ha un minimo di apertura mentale in grado di non liquidare la scelta della mobilità ciclistica con un “ma chi so sti matti”.

    Detto questo penso che comunque uscire dall’angolo buio che negli anni era diventata la partenza di Piramide sia stato imporante e ha dato nuova linfa o meglio non ha fatto morire CM Roma.

    Adesso occorrerebbe il dinamismo e la capacità critica di capire se è sia positivo per il nostro movimento fare un ulteriore passaggio.

    Secondo me questo dinamismo e questa elasticità mentale non ce l’abbiamo. Alcuni/e di noi hanno delle questioni personali di livore con questo o quell’altro che vengono trascinati e portano a fondo anche le buone proposte nel caso ad esse vi aderisca o sia promotore o promotrice il/la mio antagonista dentro CM.

    In questo secondo me le ciclofficine peccano quando nel momento della socialità quotidiana diventano anche fabbrica del pettegolezzo e del fare le pulci a questo o a quello. Dinamica inevitabile se si passano le giornate assieme ma che andrebbe contrastata cercando di pensare a “come fare noi” e non a “come fanno male gli altri” mentre in quel momento stiamo seduti a chiacchierare e non fare poi granchè.

  10. rotafixa said,

    November 2nd, 2010 at 2:02 pm

    ma sì, in fine dei conti che ce frega. separiamoci, distinguiamoci. è necessario a questo punto. personalmente non posso continuare la strada con gli ex compagni di cm/ciclofficine, ma sento questa insofferenza, questo peso anche tra altri impegnati nella diffusione del mezzo urbano bici (che volete, un elenco? o vi basta ciò che scrivo, senza riferimenti personali?).

    più accumulo anni e meno mi sento di poter educare qualcuno, figlie comprese, figurarsi mettermi a formare persone.

    lo trovo di una presunzione spettacolare. e detto da un egocentrico istintivo come me….

    per me il senso di una ciclofficina è fare bici / aggiustare bici per farci andare sopra gente. chi si impegna a fare questo ha sicuramente un anelito “politico”, e chi si avvicina a quei luoghi può sentirlo e accoglierlo. ma anche rifiutarlo, o non sentirlo, piaccia o no all’attivista di turno.
    prima di formare bisogna essere formati, tra l’altro. e non mi pare questo il caso.
    poi:
    la partenza della cm è stata decisa per acclamazione, tutta la massa meno un numero esiguo lo trova naturale, umano, è anche piacevole, meno grigio anche se la nascita di quell’appuntamento è stato un evento che ancora strazia.
    continuare a ribattere sul punto lascia intendere panorami interiori molto ristretti, soffocanti direi.

  11. luca said,

    November 2nd, 2010 at 2:37 pm

    in effetti anche se uno slogan che linguisticamente sembra efficace
    “nelle ciclofficine non si fanno SOLO bici ma si formano persone, non si avvitano bulloni ma SVITANO CAPOCCE”
    comunica anche una supposta conoscenza del verbo.

    La formazione dell’uomo nuovo nel novecento ha prodotto i totalitarismi e l’approccio libertario / antiautoritario da tempo è differente.
    Negli stessi centri sociali si parla di “avvicinare” la gente ad alcune tematiche… quello che in effetti fa Critical Mass.

    Critical Mass non ti fa scuola quadri ma spera di avvicinarti alle tematiche di una diversa mobilita’, consumo, ecologia, stili di vita alternativi. Insomma hai l’occasione di venire in contatto con varie realta’ che stando nel circuito lavoro, casa, tv forse non avevi avuto occasione di incontrare, poi si spera che ti interessino altrimenti è gia’ molto una macchina in meno.

    questione: cm/ciclofficine
    prima non erano la stessa cosa (ed era un bene) ora la CM roma coincide con le ciclofficine? forse è una questione che andrebbe posta separatemente ma andrebbe posta

  12. eko said,

    November 2nd, 2010 at 2:41 pm

    @felipe. per “mandare in bici il maggior numero di persone possibile” intendevo quello…era fra parentesi, sottinteso…che non è che le si mandino per volontà divina o che ne so…per per presa coscienza ^_^.

  13. felipe said,

    November 2nd, 2010 at 2:57 pm

    riguardo alle persone che si formano nelle ciclofficine, le persone cui la capoccia viene svitata.: sono *tutte* le persone che frequentano le ciclofficine, dunque in primo luogo chi le frequenta di più, chi dsi impegna nel portarle avanti.
    non abbiamo niente da insegnare a nessuno, niente da imparare da nessuno, perchè l’imparare, il crescere, sta nell’incontro di diversità, di cervelli, mani, occhi, cuori.
    anche per questo non ho nessun livore con nessuno, nè nei modi nè nei toni. mi sembra solo importante quello che penso, sempre, in maniera schietta e diretta.

  14. felipe said,

    November 2nd, 2010 at 4:39 pm

    *dire quello che penso*

  15. danilo said,

    November 2nd, 2010 at 5:04 pm

    @rotafixa
    ahahahahahahah
    me fai taja a bellì
    te la canti e te la soni.
    cmq mi sembra di aver capito che ti sei separato distinto diviso dagli ex compagni di cm ciclofficine….evabbè, faremo a meno di bellino.
    peccato pero è.
    me dispiace na cifra.
    non è che ce ripensi?

  16. Adriano said,

    November 2nd, 2010 at 5:06 pm

    Mi sembra sia venuto al pettine un nodo importante…

    Ossia la confusione dei livelli tra le varie “entità” nominate…

    Da una parte c’è CM, con il suo approccio anarchico, antiautoritario, “situazionista”, che non permette di “organizzare” granchè, perchè non ha un sito ufficiale, non ha leader, non ha portavoce, non ha riunioni, non ha nulla, e questo la rende adorabile 🙂

    …ma anche così immobile, paralizzata, e uguale a sè stessa da sempre (ma sempre adorabile)

    Dall’altra ci sono le associazioni, le ciclofficine, i coordinamenti, che hanno un assetto più o meno “istituzionale”, e quindi riunioni, portavoce, leader, finalità, obbiettivi, trattative in corso, contatti con la stampa, con i media, etc. etc.

    Il cortcircuito mi pare avvenga perchè sia CM che queste altre “entità”, alla fine dei giochi, sono composte dalle stesse identiche persone…quindi alla fine i livelli si confondono…

    Uno va a CM, e il giorno dopo si ritrova sul giornale a nome DTSM…

    Può anche starci che qualcuno possa sentirsi…”usato”, nel nome di una cosa che ha un certo spirito (CM), e poi ritrovarsi a fare “massa” per una cosa che ne ha un altro (associazioni, coordinamenti, etc. etc.)…

    Non so se questa confusione dei livelli possa fare bene alla “causa” che (con varie sfumature) tutte le entità hanno in comune, anche perchè non conosco a fondo le persone che fanno parte di una (o l’altra) o più delle varie entità che si sovrappongono su questa scacchiera…

    Ma qualche espressione di disappunto…ce la si può aspettare, perchè la gente intelligente (e fra pedalatori ce n’è parecchia) non ama sentirsi “usata”, neanche nel nome di Santa Graziella :))

  17. rotafixa said,

    November 2nd, 2010 at 6:16 pm

    mi limito ad osservare che mentre ci si interroga su che piega dare alla capigliatura della bambola, fuori ci sono giovanotti e anzianotti che girano con le mazze da bèsboll dentro la maghina.

    ho deciso di fondare una nuova ciclofficina: quella elitaria, contrapposta a quella popolare e ad essa ostile. si potrà entrare solo su appuntamento, e una persona al mese al massimo. astenersi mtb e decathlon, benvenute bdc vintage, moderne ma solo in acciaio, pista da epoca ai giorni nostri (ops, nostri… azz, è proprietario e criptocapitalista).

    @danilo: petre’, se questa è la nuova socialità che spigni è mejo se te ne vai allo stadio, magari conosci più gente ;->>

  18. danilo said,

    November 2nd, 2010 at 6:51 pm

    la socialita che spingo io tu non la conosci, semplicemente non l’hai mai vista.
    cio che riesci a dire sulle ciclofficine è sconcertante e tremendamente lontano dalla realta. è falso.
    sulla cm lo stesso.

    no sul serio paoletto, ti trovo molto creativo nelle critiche, bravo, ma come le trovi?
    mi auguro che continuerai ad arricchirci.

    p.s. allo stadio c’è una situazione degradante. pensa che siamo arrivati al punto che la tifoseria è completamente separata, fra chi ha fatto la tessera del tifoso e chi no. anche li ci sono persone che la pensano come te, meglio divisi che uniti. quindi l’hobby dei ragazzi delle curve di tutta italia invece che lottare contro le istituzioni responsabili si scagliano con i sfigati tesserati. fanno i leoni coi deboli e le pecore coi potenti.
    paoletto i tuoi atteggiamenti sono come quei tifosi organizzati che domenica scorsa sono passati fra i spettatori a chiedere “o con noi o contro di noi”.

  19. rotafixa said,

    November 2nd, 2010 at 7:00 pm

    ma che strano daniluccio, a me sembra proprio l’opposto. ma sai leggere? ormai sembri cresciutello.

    quindi ripeto: a) un sentimento estremamente condiviso ha portato allo spostamento della partenza di cm, e pochissimi ancora resistono a ciò; b) alcune ciclofficine si arrogano il diritto di definire cosa è popolare e cosa no, di conseguenza definendo, anche se queste manco ce pensano, le altre ciclofficine: e la mancata partecipazione alle riunioni dovrebbe far riflettere.

  20. Mammifero Bipede said,

    November 2nd, 2010 at 7:02 pm

    (Intervento già espresso sulla lista CM)
    Credo che dovremmo ripensarne non tanto il luogo (è un simbolo a cui
    tengo, personalmente) quanto le modalità. Non le modalità CM dalla
    partenza in poi, ma le modalità “pre-ciemme”: partire in gruppo da più
    luoghi ed arrivare ai fori per la CM.
    Ci si potrebbe dare degli appuntamenti formalizzati (p.e. nelle
    ciclofficine, tanto per cominciare, o in piazze limitrofe alle c.o.),
    ad orari compatibili con una partenza intorno alle 19.00 dai Fori
    Imperiali (vedersi tipo alle 18.00), e convergere lì per muoversi
    tutti insieme. Delle mini-CM che convergono a diventare “la” CM.
    E’ qualcosa che in via informale accade già, in special modo per la
    ciemmona, secondo me andrebbe formalizzata. Sulle dinamiche di
    coinvolgimento connesse vi lascio a riflettere.

    Marco

  21. rotafixa said,

    November 2nd, 2010 at 10:39 pm

    intanto, visto che ci stiamo appassionando a questo argomento, l’ho postato anche sul mio muretto facebook (ho un muretto facebook, come moltissimi di qui).

    bacidibici.
    continua.

  22. luca said,

    November 3rd, 2010 at 12:10 am

    p.s.: piu’ che sfigati tesserati direi gente che per qualunquismo ha pensato ai cazzi loro fregandosene della liberta’ di tutti, pensando che non ci fosse nulla di male a che fosse la questura a decidere se posso andare a vedere la partita.

  23. Michelangelo said,

    November 3rd, 2010 at 8:30 am

    Come ce piace chiacchierà e litigà pure del niente e prende qualsiasi cosa a pretesto per alzare il polverone.
    L’individuo che fa l’affermazione di partenza lo conosciamo più o meno tutti e questo dovrebbe bastare.
    I motivi che portarono allo spostamento della partenza e il come sono presenti a tutti quelli intervenuti perchè tutti eravamo presenti, tutti eravamo incazzati, tutti eravamo colpiti, su quell’onda fu deciso di spostare e ci spostammo.
    DTSM non era neppure stato creato quando si scelse di cambare luogo di partenza; i CICLONAUTI hanno la sola colpa di aver ospitato la riunione; Rotafixa ha la colpa, agli occhi di qualcuno, di essersi candidato e lo stesso pregio agli occhi di altri; le CICLOFFICINE sono fatte di persone, aggiustano bici e lanciano un messaggio; CM per sua natura è un incontro di ciclisti critici che fanno massa per testimoniare con la loro azione e la loro presenza che un altro mondo, a partire dalla mobilità e dalla voglia di incontrarsi è possibile.
    Direi di cchiuderla qui.
    Possiamo discutere se sia il caso o meno di spostare di nuovo la partenza ma, come dice Ilaria (soggetto femminile meno condizionato dal testoterone e dalla maschile aggressività), famola finita de sta’ a litiga’ pe’ le biglie.
    Li fuori ce stirano, alcuni di noi sono stati aggrediti e per il mondo siamo comunque trasparenti, cerchiamo quindi tutti di far capire il senso del mondo diverso e nuovo che vogliamo, criticando e pedalando questo che non ci piace.
    M!!!

  24. luca said,

    November 3rd, 2010 at 9:02 am

    All’individuo che cononsciamo tutti do lo stesso rispetto che do a te e quindi se esprime il suo dissenso trovo giusto riportarlo anche se sono completamente in disaccordo.

    Parlarne trovo anche sia più utile che far covare e montare storie che poi diventano leggende.

  25. danilo said,

    November 3rd, 2010 at 12:47 pm

    @luca
    brevemente perche non centranulla.
    cio che dici è vero, ma perche i non tesserati si scagliano con i tesserati?
    anche noi andiamo in bici ma crediamo nel cambiamento di chi porta l’automobile.
    siamo consapevoli che per determinare un cambiamento abbiamo bisogno di tutti?

    “…È quel che ho detto già mille volte:
    nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, noi non possiamo vincere perché è il potere che vince sempre. Noi possiamo al massimo convincere.
    Nel momento in cui convinciamo, noi vinciamo,
    cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare.”

    Franco Basaglia, Conferenze brasiliane, 1979

  26. luca said,

    November 3rd, 2010 at 6:36 pm

    non credo siano deboli, ma opportunisti, è diverso

  27. Michelangelo said,

    November 4th, 2010 at 11:45 am

    @Luca, lo conosciamo tutti vuol dire che è sempre lui a fare la stessa affermazione da un anno, se nessuno gli da ascolto al palo 27, è il caso di risollevare il problema?
    Vogliamo sollevarlo, facciamolo e giù con quello che viene ma onestamente mi sono uin po’ rotto le scatole delle cose trite e ritrite, fuori per le strade non ci considerano e noi continuiamo a parlarci addosso, a chiederci se sia giusto o meno che la partenza sia stata spostata, quali siano i motivi per i quali è stata spostata, se sia il caso o meno di spostarla ancora e quale sia la “fazione” o il “gruppo” che vorrebbe spostarla.
    Nel frattempo il governo toglie l’assistenza scolastica agli andicappati, taglia i fondi per l’assistenza domiciliare, privatizza la gestione delle reti idriche, solo per fare degli esempi a caso, per scendere nello specifico, pur vedendo molti più ciclisti per strada negli ultimi 3 anni, l’Amministrazione capitolina continua a non preoccuparsi neppure dei più piccoli problemi dei ciclisti (bici in metro ad es.).
    Vogliamo continuare a parlarci addosso del nulla, facciamolo!
    Personalmente credo che questa “comunità” stia diventando schizzofrenica.
    M!!!