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GRAMSCI O COCA-COLA
Autore: Carla Mariani
Data: 25 Settembre 2007
Egregio Onorevole Piero Fassino,
Egregi Segretari dei DS Regione Umbria e Provincia di Terni
Egregi membri delle Unioni Comunali, Provinciali e Regionali DS
Questa è una lettera aperta che purtroppo, dolorosamente, ho dovuto
scrivervi e che ho diramato ai mezzi di comunicazione di massa
affinché possa essere conosciuta da voi e dalla cittadinanza.
Confido nella sua pubblicazione.
Alla Festa Nazionale del Lavoro e dell’Innovazione Unità, è stato
commesso un atto profondamente irrispettoso nei confronti dei
lavoratori e dei sindacati che li rappresentano, che sottolinea una
grossa contraddizione ed evidenzia una grande ipocrisia da parte dei
Democratici di Sinistra / L’Ulivo che sono gli organizzatori della
Festa.
Infatti, uno degli sponsor della Festa che ha maggiore visibilità è
la Coca Cola, multinazionale che continua ad attuare gravissime
pratiche antisindacali non solo in Colombia ma anche in Eritrea,
Guatemala, Nigcaragua, Pakistan. Azerbaijan, Moldavia, Russia,
Turchia, Perù, Venezuela e Kenia, come confermano i rapporti 2004 –
2005 e 2006 dell’ICFTU ( Confedrazione internazionale di sindacati
liberi) elaborati dall’Ufficio internazionale della FIM – CISL.
La Coca Cola è accusata in Colombia di violazione dei diritti umani
per essere la mandante di assassini, sequestri, sfollamenti forzati,
false denuncie e intimidazioni nei confronti dei lavoratori al fine
di annientare il sindacato SINALTRAINAL .
Dal 1989 ad oggi il sindacato colombiano SINALTRAINAL, Sindacato
nazionale dei Lavoratori del settore agroalimentare che organizza i
l lavoratori della Coca Cola Colombia ed anche della Nestlé, ha
subito decine di sequestri, torture, minacce di morte, sfollamenti
forzati, montature giudiziarie.
Coca-Cola Company è accusata di essere responsabile di questa
campagna repressiva attuata per mezzo degli 'squadroni della morte'
dei paramilitari colombiani.
La Commissione di inchiesta indipendente di New York ha registrato
nel 2004, 179 gravi violazioni ai diritti umani tra cui 8
sindacalisti assassinati, 48 costretti a fuggire dai luoghi di
origine, 69 minacciati di morte 3 incarcerati con false accuse di
terrorismo e poi scagionati dopo 6 mesi di prigionia.
Dal luglio del 2003 il SNALTRAINAL ha lanciato una campagna di
boicottaggio internazionale, alla quale hanno aderito migliaia di
Enti Locali e Associazioni in tutto il mondo, per costringere la
multinazionale ad interrompere le sue politiche di morte. Nel
rapporto di Amnesty International del 3 luglio 2007 sulla Colombia
si documentano le continue minacce subite dai sindacalisti del
SINALTRAINAL attivi presso la Coca Cola e Nestlé.
Quando sabato mattina, 8 settembre 2007, mi sono avvicinata al
tavolo della Direzione della Festa, ai Giardini pubblici della
Passeggiata, per protestare contro l’utilizzo immorale di questo
sponsor , denunciandone la non eticità, il ragazzo che era seduto al
tavolo, Gregorio Alteri, mi ha detto che se si rinuncia agli sponsor
non si può più fare la Festa de L’Unità. Io ho rimarcato che prima
bisogna assicurasi della eticità degli sponsor, e così lui mi ha
detto che bisogna vedere dove si colloca la soglia di eticità:
evidentemente per lui 8 sindacalisti morti ammazzati costituiscono
una soglia talmente bassa da non costituire un problema. Ha tentato
anche di dire che Coca Cola Italia è diversa da Coca Cola Colombia.
Solo lui sa cosa voleva dire.
Egregio Onorevole, cari compagni,
dove pensate di poter andare continuando a calpestare tutto quello
che con decenni di lotta è stato conquistato e costruito, dove
credete di andare mettendo la questione morale sotto i piedi, dove
andate, dove andrete se per parlare di lavoro vi fate dare i soldi
da chi i lavoratori li ammazza.
Riflettete. E decidete, o togliete Gramsci o togliete la Coca Cola,
vedete voi quello che vi conviene di più.
Con immenso dolore,
Carla Mariani
Via P. Farini 9, 05100 Terni
0744 409600
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