Contro lo sgombero del 22
Progetti
Lingue
L38 Squat Newsletter
Login Form
| 1988 - Il Casale |
|
|
|
| Scritto da L38Squat |
| Domenica 30 Novembre 2008 17:56 |
|
Col Coordinamento andavamo ogni sabato nei mercati o davanti ai supermercati della zona, mettevamo degli striscioni e volantinavamo per far conoscere le ragioni dei palestinesi e per boicottare le merci israeliane (sopra ogni cosa i pompelmi Jaffa) e raccoglievamo un po' di soldi anche vendendo il manifesto che avevamo fatto stampare come Coord., che però a noi del Laurentino non era piaciuto perchè c'era una vecchia immagine di ragazzini in addestramento con le armi sullo sfondo di un campo profughi, un immagine da anni '70, mentre questa era la rivolta delle pietre, le armi non vennero quasi mai utilizzate. Comunque con il Coordinamento mi ricordo che facemmo tantissime iniziative ed un numero infinito di riunioni nella sede di Magliana, ed era così per tutti in città nel 88 e negli anni che seguirono.
In circoscrizione si accorsero di noi votando un ordine di sgombero, motivazione il casale era pericolante e noi potevamo farci male... cosa del tutto pretestuosa perchè il Casale è tutt'oggi in piedi malgrado che più o meno nel 1995 c'è stato un incendio che ne ha fatto crollare il tetto (ecco le foto di un paio dei murales che erano rimasti - nucleare - FSLN - )Comunque verso metà aprile arrivamo un pomeriggio e trovammo i sigilli che ci dissero avevano messo la mattina i vigli urbani, non ci pensammo neanche un secondo e il primo che arrivò riapri tutto. Sempre in quel periodo mi ricordo che alcuni di noi andarono a Montalto ad uno delle ultime giornate di azione diretta e blocco dei lavori di quella che avrebbe dovuto essere, e grazie alle nostre lotte non è stata, la centrale nucleare di Montalto di Castro. Tra le altre cose di questo periodo mi ricordo che ci fu un continuo tentativo di far avvicinare il Centro Sociale ad altre strutture politiche che non fossero quelle del Coordinamento dei CSOA (che era abbastanza vicino, ossia quasi tutti i partecipanti provenivano o facevano riferimento all'area di autonomia). Questo perchè eravamo tutti pischelli e facevamo gola e sembravamo sicuramente una facile preda... così per settimane venivano dei compagni a fare le riunioni con noi e poi, credo quando capivano che continuavamo di testa nostra, non venivano più di punto in bianco, questo successe sicuramente, e ce ne accorgemmo perfino noi nella nostra ingenuità dell'epoca, da parte di alcuni gruppi dell'epoca come l'OPR e l'OCI. E questo era causa di interminabili assemblee di gestione e scazzi iperpolitici, che erano poi fuori dalla vita quotidiana del gruppo di giovani compagni che stava al Casale tutti gli altri giorni della settimana. A maggio, il 13, ci fu la nostra prima iniziativa concerto, dato che le stanze erano non molto grandi bisognava suonare all'aperto e per questo sistemammo un rialzo del giardino intorno al casale come un palco, lo ricoprimmo di pedane, tavole e moquette ed eravamo pronti. In qualche modo ottenemmo l'amplificazione della circoscrizione (abbastanza potente) e la piazzammo su. Mi ricordo che il suono si sentiva perfettamente (a palla) anche da casa mia che stava a quasi un chilometro di distanza. Insomma passammo la mattina a cazzeggiare conl'amplificazione tipo prendere per il culo il papa e provare gli effetti dell'ampli, e prepararci all'evento (vedi locandina) dovevano suonare due band del nostro posto i GAS (hard-core) e i Terror Street & Agony Way (Psychobilly) e in più i Gronge (che erano uno dei gruppi forti della scena romana dell'epoca)... i Gronge diedero la sola, e per anni hanno avuto il nostro disprezzo per questo. Mentre gli altri due gruppi suonarono, venne un bel po' di gente, tanta anche del quartiere, comunque ci stavano sentendo tutti perchè il volume era, come al solito, al massimo. E infatti arrivarono due macchine dei carabinieri e ne scesero quattro o cinque militari imbracciando il mitra che interruppero il concerto, sequestrarono la videocassetta che riprendeva i musicisti e la loro irruzione e se ne andarono via con le macchine contornate di gente che reclamava (soprattutto adulti che non vedevano bene che i pischelli del quartiere che facevano musica venissero trattati così). Comunque fu una grande giornata, che fu anche di propaganda per il giorno successivo...
Poi arriva l'estate ad agosto al casale rimane solo il cane Raya, che ci avevano mollato a tradimento (reggetemelo per un po' domani vi porto da mangiare per il cane, faccio il macellaio, mai più visto) e che poi ci ha seguito fino ad oggi in tutte le nostre vicissitudini. Per questo periodo facemmo delle iniziative con il Centro Sociale di Vitinia, la loro Associazione Culturale "La Gramigna" e la nostra "Tovarisc" (all'epoca era normale avere una Ass. Cult. per fare questa lotta sui fondi che non ci davano, ce l'avevano pure quelli del Forte Prenestino e si chiamava A.C.A.B. che sembrava una sigla tipo Ass. Cult. ... ma che in realtà stava per All Cops Are Bastards). Noi sostanzialmente chiedevamo che i fondi venissero usati anche per aprire una biblioteca nel quartiere (vedi locandina), per la quale già raccoglievamo dei libri per farcela da soli, autogestita. Insieme ai compagni di Vitinia facemmo una iniziativa contro il degrado, molto puntata verso l'istituzione (vedi locandina) e la gente del quartiere... soprattutto la serata di ballo liscio di domenica fu una cosa devastante, ci venne un bel po' di gente, un bel po' di anziani, ma noi... noi eravamo tutti punk, metallari, combat e così via e quella fu proprio una finzione. Penso che da li capimmo che da allora in poi avremmo fatto solo quello che ci sentivamo e ci piaceva fare, che non avremmo mai più fatto qualcosa per sembrare e che le istituzioni ed i loro soldi potevano andare a farsi fottere. E anche per quanto riguardava il grosso di noi l'Associazione Culturale "Tovarisc" moriva lì, sotto i colpi della mazurka. Già dall'autunno iniziammo un percorso che ci portò negli anni a seguire più da vicino le vicende dei prigionieri politici in Italia, partecipammo al Comitato per la battaglia di libertà, che era uno dei comitati per la liberazione dei prigionieri, che all'epoca erano ancora tantissimi. A dicembre ci fu, tra le altre cose, il corteo e fu grandissimo, per il primo anno di Intifada, noi che stavamo dentro il Coordinamento di Solidarietà della Ovest partecipammo in massa (vedi foto) con strisicioni e tutto il resto. E per il 1988 è tutto! Se vi sembra poco per un gruppetto di ragazzi di massimo vent'anni che erano impegnati nel Centro Sociale, nel Coordinamento Cittadino dei CSOA, nel Comitato di Solidarietà con l'Intifada di Zona Ovest, nella battaglia per i fondi della cultura, nel comitato per i prigionieri, nei collettivi delle scuole, lo stadio, la musica, il/la ragazzo/a, la scuola e chissà che altro. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 07 Marzo 2009 23:42 |




Una delle prime cose che facemmo fu tirare fuori un giornale (venne fuori una fanzine) per comunicare a tutti oltre le brevi parole dei manifesti e degli striscioni perchè avevamo occupato, perchè la musica doveva essere gratis, perchè volevamo distruggere questo quartiere ghetto. Il giornale si chiamò Deflagrazione (sulla
Al Casale ci si vedeva tutti i pomeriggi fino a sera, ora avevamo la luce. Utilizzavamo soprattutto il piano di sotto perchè sopra era un po' traballante comunque per il momento ci bastava il sotto, formato da quattro stanze che dividemmo in cucina/birreria, sala riunioni che era poi la stanza dove stavamo sempre, sala ping pong e sala prove. Decisamente la sala prove era un bel posto, uno stanzone con scritti sui muri tutti i nomi dei gruppi che ci suonavano, e dei gruppi che andavano per la maggiore tra chi lì suonava (Circle Jerks, DRI, Anthrax etc.) ed ogni mattina mi ricordo che noi ci guardavamo le prove dei GAS che sparavano a tutto volume il loro hard core verso la strada sotto il casale dove passava la gente che andava in chiesa e subiva infastidita questo casino demoniaco. Anche la sala ping-pong era riuscita bene con la sua "parete giamaicana", infatti avevamo verniciato tutta la parete con tre bande orizzontali rosso, giallo e verde. Poi le altre due sale erano abbastanza normali con i divani, qualche manifesto, qualche tavolo, il camino (che però tirava male e riempiva di fumo tutte le stanze) e la tele dove ci vedevamo e rivedevamo video musicali e concerti, infatti facemmo poi una rassegna video (