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	<title>InfoTerritorio</title>
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	<description>Appunti sull’urbanistica del Laurentino e del XII municipio di Roma</description>
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		<title>Corridoio Eur Laurentina-Tor Pagnotta-Trigoria</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 13:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[laurentino]]></category>
		<category><![CDATA[strade]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio lavori lunedì 7 giugno 2010 Ne uscirà fuori a quanto pare anche una ciclabile che collegherà la Metro Laurentina e Viale dell&#8217;Umanesimo (ang. Via Laurentina). VOLANTINO via Laurentina PDF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizio lavori lunedì 7 giugno 2010</p>
<p>Ne uscirà fuori a quanto pare anche una ciclabile che collegherà la Metro Laurentina e Viale dell&#8217;Umanesimo (ang. Via Laurentina).</p>
<p><a href="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2010/06/VOLANTINO-via-Laurentina.pdf">VOLANTINO via Laurentina</a> PDF</p>
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		<title>Cartelloni pubblicitari ovunque</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[XII Municipio]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma è una città il cui orizzonte è funestato da migliaia di cartelloni pubblicitari (abusivi e non) che degradano il paesaggio. In compenso ad esempio al Laurentino 38 non c&#8217;è nemmeno una bacheca pubblica dove poter affigere locandine o manifesti e così si attacchina sui muri. Il grosso del degrado è dato però dai cartelloni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma è una città il cui orizzonte è funestato da migliaia di cartelloni pubblicitari (abusivi e non) che degradano il paesaggio. In compenso ad esempio al Laurentino 38 non c&#8217;è nemmeno una bacheca pubblica dove poter affigere locandine o manifesti e così si attacchina sui muri.</p>
<p>Il grosso del degrado è dato però dai cartelloni che sorgono ovunque e che ormai diventano sempre piu&#8217; colossali come quelli a Via Marinetti.</p>
<p>In questo sito c&#8217;è una rassegna di cartelloni del XII Municipio <a href="http://www.cartellopoli.com/search/label/XII%20Municipio">http://www.cartellopoli.com/search/label/XII%20Municipio</a></p>
<p><a href="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2010/06/Skyline_Via_Laurentina.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-967" title="Skyline_Via_Laurentina" src="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2010/06/Skyline_Via_Laurentina-300x102.jpg" alt="" width="300" height="102" /></a></p>
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		<title>Nuvola di Fuksas 2 anni dopo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 09:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[EUR]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Già eravamo stati a visitare il cantiere della &#8220;Nuvola di Fuksas&#8221; (Viale Europa ang. Via Cristoforo Colombo) nell&#8217;aprile 2008 http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/?p=75 Nel vuoto pneumatico della giunta Alemanno e di quello ancora più spinto della giunta Calzetta alla guida del XII municipio il sindaco con la celtica al collo che faceva proclami di spazzare via l&#8217;urbanistica marxista, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già eravamo stati a visitare il cantiere della &#8220;Nuvola di Fuksas&#8221; (Viale Europa ang. Via Cristoforo Colombo) nell&#8217;aprile 2008<a href="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/?p=75"> http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/?p=75</a> Nel vuoto pneumatico della giunta Alemanno e di quello ancora più spinto della giunta Calzetta alla guida del XII municipio il sindaco con la celtica al collo che faceva proclami di spazzare via l&#8217;urbanistica marxista, sovietica ecc. da questa città&#8230; lo abbiamo ritrovato invece a brindare con l&#8217;architetto (senza dubbio marxista) Massimiliano Fuksas per l&#8217;evento del sollevamento della copertura della teca della &#8220;nuvola&#8221;</p>
<p>nota celebrativa tratta da <img src="file:///C:/Users/Luca/AppData/Local/Temp/moz-screenshot-1.png" alt="" /><img src="file:///C:/Users/Luca/AppData/Local/Temp/moz-screenshot-2.png" alt="" /><a href="http://www.romaeur.it/index.php?id=852">http://www.romaeur.it/index.php?id=852</a></p>
<div><em><span style="color: #660033;"><span style="font-size: x-small;">Roma 14 maggio  2010 &#8211; </span>Si è iniziato a lavorare dalle prime ore di questa  mattina per la copertura della Teca del Nuovo Centro Congressi in  costruzione all’Eur, progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas. </span></em></div>
<div><em><span style="color: #660033;">Si tratta di  un’opera dall’eccezionale valore artistico, caratterizzata da soluzioni  innovative e realizzata con materiali tecnologicamente avanzati di  produzione italiana.</span></em></div>
<div><em><span style="color: #660033;">La copertura  della Teca sarà spettacolare perché verrà montata utilizzando il sistema  del sollevamento dal basso e, viste le notevoli dimensioni della  copertura, (12mila metri quadrati), si è deciso di assemblare e  sollevare la struttura in tre fasi successive.</span></em></div>
<div><em><span style="color: #660033;"> </span></em></div>
<div><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #660033;">Il primo  modulo dal peso di 1.200 tonnellate inizia la sua salita fino a quota 34  metri <strong>VENERDI 14 maggio</strong> e, per l’occasione, il  Presidente di EUR SpA Pierluigi Borghini e l’Amministratore delegato  Riccardo Mancini, <strong>alle ore 12 aprono il cantiere ai cittadini e  ai giornalisti</strong> per assistere al montaggio, che terminerà in  serata.</span></span></em></div>
<div><em><span style="color: #660033;"> </span></em></div>
<div><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #660033;">All’iniziativa,  insieme ai vertici di EUR SpA e all’architetto Massimiliano Fuksas,  interviene il Sindaco di Roma Gianni Alemanno.</span></span></em></div>
<div>Per seguire lo stato dei lavori ci sono delle webcam  <a href="http://www.romaeur.it/webcam/">http://www.romaeur.it/webcam/</a></div>
<div><a href="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2010/05/nuvola05_2010.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-885" title="nuvola05_2010" src="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2010/05/nuvola05_2010-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a></div>
<div><a href="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2010/05/alemanno_fuksas.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-925" title="alemanno_fuksas" src="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2010/05/alemanno_fuksas.jpg" alt="" width="446" height="292" /></a></div>
<div>Cipiaceva soprattutto sottolineare che dopo due anni il Sindaco Alemanno non trova altro da fare che correre appresso alle cose fatte dalla precedente giunta che per quanto criticabile qualche minimo segno di vita lo dava&#8230; questi invece si sono distinti solo per i guai giudiziari seguiti ai Mondiali di Nuoto o a quelli legati all&#8217;avere nominato un nazista come Andrini con la sua storia di aggressioni violentissime a fare l&#8217;amministratore dell&#8217;AMA per poi doverlo rimuovere qualche mese dopo per l&#8217;emergere di nuovi scandali.</div>
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		<title>Casali di San Sisto</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[laurentino]]></category>
		<category><![CDATA[casali]]></category>

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		<description><![CDATA[Per anni sono stati una carrozzeria, poi ne e&#8217; stata sempre impediata la rappropriazione da parte degli ambitanti per realizzarne un centro civico o qualcosa di simile. In teoria dovrebbero ospitare un Museo che raccolga i ritrovamenti dell&#8217;ampia area archeologica circostante ma in realtà sono ormai anni e anni che questi casali sono in stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2009/05/p19-01-09_12451.jpg"><img class="size-medium wp-image-825 alignright" title="Casali di San Sito" src="http://www.tmcrew.org/laurentinokkupato/info/wp-content/uploads/2009/05/p19-01-09_12451-300x225.jpg" alt="p19-01-09_12451" width="300" height="225" /></a>Per anni sono stati una carrozzeria, poi ne e&#8217; stata sempre impediata la rappropriazione da parte degli ambitanti per realizzarne un centro civico o qualcosa di simile.</p>
<p>In teoria dovrebbero ospitare un Museo che raccolga i ritrovamenti dell&#8217;ampia area archeologica circostante ma in realtà sono ormai anni e anni che questi casali sono in stato di abbandono gravissimo e si stanno sgretolando.</p>
<p>Si sta seguendo la logica usata per il Casale Massima (Via Celine) che finche alla fine degli anni 80 era occupato dal Centro Sociale Autogestito era mira e desiderio di tutte le associazioni e di tutti i consiglieri circoscrizionali, poi terminata l&#8217;occupazione è invece rimasto abbandonato fino alla situazione in cui si trova oggi pericolante e con il tetto crollato.</p>
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		<title>Incontro con il &#8216;Coordinamento territoriale STOP I-60&#8242;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[grotta perfetta]]></category>

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		<description><![CDATA[tratto da: http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&#38;id_articolo=12460 I portavoce del Comitato: i residenti si uniscano a noi per non permettere la realizzazione di uno dei più pericolosi piani edilizi degli ultimi 30 anni di Mauro Carbonaro &#8211; 01/04/2009 Alla luce delle recente bocciatura del Piano Regolatore di Roma da parte del Tar del Lazio, abbiamo incontrato lo scorso 26 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="header">tratto da: <a href="http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=12460" target="_blank">http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&amp;id_articolo=12460</a></span></p>
<p><span class="header"><br />
</span><span class="sottotitolo"><em>I portavoce del Comitato: i residenti si uniscano a noi per non permettere la realizzazione di uno dei più pericolosi piani edilizi degli ultimi 30 anni </em></span></p>
<div><span class="autori"><strong><em><br />
di Mauro Carbonaro &#8211; <span class="textnero">01/04/2009</span> </em></strong></span></div>
<div id="articolo">
<p><img class="flow-right alignright" style="border: 0pt none; margin: 11px;" src="http://www.abitarearoma.net/makethumb2.php?image=photos/49840.jpg&amp;wsize=200&amp;hsize=200" border="0" alt="Incontro con il 'Coordinamento territoriale STOP I-60' " width="200" height="132" /></p>
<p><span class="textnero">Alla luce delle recente bocciatura del Piano Regolatore di Roma da parte del Tar del Lazio, abbiamo incontrato lo scorso 26 marzo i membri del “Coordinamento territoriale STOP I-60”, per ascoltare le loro valutazioni sul progetto, le loro ragioni, all’indomani dell’inizio degli scavi archeologici nell’area di via Grotta Perfetta.“Il coordinamento STOP I-60 nasce nel giugno del 2008, con l&#8217;obiettivo di contrastare l&#8217;intervento urbanistico I-60, nell&#8217; area tra via Grottaperfetta, via Berto e via Ballarin, completamente indipendente da ideologie e partiti politici, secondo una logica trasversale. Ad entrare a far parte del coordinamento sono stati inizialmente i vari comitati di quartiere, Comitato Forte Ardeatino, Associazione Ottavo Colle, Comitato Ballarin, Ardeatina/Laurentino Vivo e l’Associazione Amici di Nerva, seguiti a ruota da residenti e non.” A parlare sono i membri del coordinamento, durante un incontro dello scorso 26 marzo.</span></p>
<p><span class="textnero"><img class="flow-right alignleft" style="border: 0pt none; margin: 11px;" src="http://www.abitarearoma.net/makethumb2.php?image=photos/49841.jpg&amp;wsize=200&amp;hsize=200" border="0" alt="Incontro con il 'Coordinamento territoriale STOP I-60' " width="200" height="132" /></span>“Fino a questo momento non siamo riusciti ad ottenere più di un paio di incontri con i consiglieri municipali. Il primo lo avemmo con Attanasio, assessore all’urbanistica, la scorsa estate, all’Urban Center di via Odero. All’incontro l’assessore garantì un tavolo di confronto con i cittadini, ribadendoci però l’impossibilità di ritoccare i progetti, visti i vantaggi cui il quartiere avrebbe beneficiato, riconnettendo il tessuto edilizio della zona con quello di via Berto. Fatto salvo per un altro momento durante un Consiglio Municipale, dove fummo presenti ad una votazione su una mozione riguardo il futuro I-60, quello dell’Urban Center rimane l’unico incontro diretto del nostro coordinamento con il Consiglio municipale.”.</p>
<p><span class="textnero"><img class="flow-right alignright" style="border: 0pt none; margin: 11px;" src="http://www.abitarearoma.net/makethumb2.php?image=photos/49842.jpg&amp;wsize=200&amp;hsize=200" border="0" alt="Incontro con il 'Coordinamento territoriale STOP I-60' " width="150" height="200" /></span>In attesa del preannunciato ricorso del Comune di Roma al Consiglio di Stato per il Piano Regolatore, i membri del coordinamento anti I-60 ribadiscono come tra la vecchia bozza e l’attuale elaborazione, vi siano delle sostanziali differenze: “La versione precedente del Piano Regolatore, quella del 2003, è stata successivamente totalmente modificata, a discapito dei cittadini. La bozza recitava testuale:</p>
<p>11. L’attuazione degli interventi edificatori è subordinata alla preventiva o contestuale realizzazione delle opere pubbliche o d’interesse pubblico, con particolare riguardo alle infrastrutture di mobilità, ivi compresi i servizi di trasporto pubblico, interne ed esterne</p>
<p>8. Ai sensi dell’art.15, commi 10 e 11, e dell’art.92, l’attuazione delle Centralità metropolitane e urbane è subordinata alla preventiva o contestuale realizzazione delle infrastrutture ferroviarie (linee metropolitane, altri sistemi in sede propria) previste dal PRG.</p>
<p>11bis.Ai sensi dell’art.15, commi 10 e 11, e dell’articolo 92, la trasformabilità degli Ambiti di riserva è comunque subordinata, alla preventiva o contestuale realizzazione delle infrastrutture ferroviarie (linee metropolitane, altri sistemi in sede propria) previste dal PRG e dal Piano di inquadramento urbanistico di cui al comma 4, ove predisposto.</p>
<p>Questi passi fondamentali sono stati successivamente stralciati, senza nessun apparente motivo, così come è scomparso il vincolo della realizzazione di I-60 alla effettiva messa in opera della metropolitana D. La nostra posizione rimane comunque la stessa: non è concepibile la realizzazione di un quartiere nel quartiere, proseguendo un progetto così sproporzionato, con la sola VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) realizzata nell’ottobre del 2003.”</p>
<p>Punti importanti di valutazione quelli del coordinamento, in funzione della costruttività delle idee emerse dalle recenti assemblee cittadine, come la scorsa del 13 marzo presso la scuola media statale Spizzichino: “Il progetto I-60 dovrebbe nascere su un tratto dell’antica via Laurentina. I primi scavi archeologici hanno mostrato come costruire in quel punto vorrebbe dire radere al suolo dei resti importanti di Roma antica. Per le ragioni finora elencate, abbiamo elaborato anche una serie di proposte alternative, con valorizzazione del luogo (sociale, storica, naturalistica):</p>
<p>* mantenimento dell’area verde con conservazione dello stato attuale e realizzazione di un percorso sportivo attrezzato (stile “percorso salute”)<br />
* sentiero archeologico, con recupero degli antichi tracciati (come mostrano le foto)<br />
* tracciato di collegamento fra il parco dell’Appia antica e l’area verde oltre via Laurentina, con continuità verde che contraddistingua l’area<br />
* mantenimento della funzione agricola con orti urbani</p>
<p>Quindi una serie di idee, elaborate dalla collettività che forma il coordinamento, che sottolineano e confermano come ci sia possibilità e tempo per bloccare questo imprudente progetto, in quanto si è ancora alla fase degli scavi archeologici. L’apertura è quindi totale verso tutti quei cittadini residenti che vogliano sposare questa causa, contribuire sin dal prossimo incontro di domenica 5 aprile con la passeggiata lungo l’area dell’I-60 e il pranzo nel parco del Forte Ardeatina”.</p></div>
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		<title>Colle della Strega ancora sotto attacco del cemento</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 14:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[colle della strega]]></category>

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		<description><![CDATA[Passato qualche mese gli speculatori tornano a minacciare una delle ultime zone a verde incontaminato che dalla Cecchignola arriva e dovrebbe far parte del Parco dell&#8217;Appia Antica Ecco l&#8217;appello tratto da: http://www.ampliparco.org/ VENERDI&#8217; 20 MARZO h 14.00 REGIONE LAZIO in Via C. Colombo 213 Il Comune sta per inondarci di asfalto e cemento apprestandosi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Passato qualche mese gli speculatori tornano a minacciare una delle ultime zone a verde incontaminato che dalla Cecchignola arriva e dovrebbe far parte del Parco dell&#8217;Appia Antica</p>
<p style="text-align: left;">Ecco l&#8217;appello tratto da: <a href="http://www.ampliparco.org/">http://www.ampliparco.org/</a></p>
<p style="text-align: center; background-color: #ff9900;"><span style="font-size: 14pt; font-family: verdana,geneva;"><strong>VENERDI&#8217; 20 MARZO  h 14.00<br />
REGIONE LAZIO<br />
in Via C. Colombo 213</strong></span></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong>Il Comune sta per inondarci di asfalto e cemento apprestandosi a bocciare la Delibera di Iniziativa Popolare per l&#8217;inserimento dell&#8217;Area del Fosso della Cecchignola nel Parco dell&#8217;Appia Antica !</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>16.000 firme stanno per essere stracciate tradendo la volontà dei cittadini !</strong></li>
<p><strong><br />
</strong></p>
<li><strong>La Regione sta rinnegando la sua stessa proposta di legge sull&#8217;ampliamento del Parco dell&#8217;Appia Antica<br />
approvata all&#8217;unanimità nel 2005 !</strong></li>
</ul>
<p>Altre info e rassegna stampa su: <a href="http://www.colledellastrega.it/" target="_blank">http://www.colledellastrega.it/</a></p>
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		<title>MA LE OPERE PER LA VIABILITÀ DELL’EUR SI FARANNO?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 14:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[EUR]]></category>
		<category><![CDATA[strade]]></category>

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		<description><![CDATA[tratto da: http://www.urloweb.com/municipi/municipio-xii/1033-ma-le-opere-per-la-viabilita-delleur-si-faranno-.html E mentre si dà il via alla Scatola di Piano, ci si interroga sulla sospensione degli interventi per la mobilità. La Scatola di Piano prende il via, dopo mille incertezze e modifiche più o meno opinabili, sotto un cielo di polemiche. A quanto pare tutte le opere infrastrutturali, realizzabili anche grazie agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da: <a href="http://www.urloweb.com/municipi/municipio-xii/1033-ma-le-opere-per-la-viabilita-delleur-si-faranno-.html" target="_blank">http://www.urloweb.com/municipi/municipio-xii/1033-ma-le-opere-per-la-viabilita-delleur-si-faranno-.html</a></p>
<p><span style="font-size: 8pt; font-family: verdana,geneva;">E mentre si dà il via alla Scatola di Piano, ci si interroga sulla sospensione degli interventi per la mobilità.</span><br />
<span style="font-size: 8pt; font-family: verdana,geneva;">La Scatola di Piano prende il via, dopo mille incertezze e modifiche più o meno opinabili, sotto un cielo di polemiche. A quanto pare tutte le opere infrastrutturali, realizzabili anche grazie agli oneri concessori derivanti dalla realizzazione della stessa, a sostegno del quartiere, e soprattutto del Nuovo Centro Congressi, sono sfumate dal bilancio comunale. “Dopo un anno di tira e molla si è deciso che le Torri dell’ex Ministero delle Finanze possono essere demolite per realizzare il progetto di Renzo Piano – dichiara Andrea Santoro, consigliere PD ed ex Assessore all’Urbanistica del Municipio XII &#8211; Quel progetto sviluppava 18 milioni di euro di oneri concessori da utilizzare per la viabilità dell’EUR, iscritti nel bilancio del Municipio XII dello scorso anno. Oggi veniamo a scoprire che nè Alemanno, né Calzetta dicono nulla su queste infrastrutture e la cosa più grave è che sono state tolte dallo stesso bilancio comunale. Erano previsti i sottopassi della Colombo con via dell’Umanesimo e viale Europa, che dovevano essere finanziati dagli oneri concessori (8 milioni) derivanti dall’Albergo dei Congressi. Inoltre l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Fabrizio Ghera, ha detto che il Ponte dei Congressi (che avrebbe dovuto collegare la Magliana all’Eur, e quindi la Roma Fiumicino e l’aeroporto al Centro Congressi), non si farà più, ed era un’opera che aspettavamo da vent’anni. Ci saranno quindi trasformazioni urbanistiche impattanti sull’Eur (ricordiamo anche l’Acquario e la Formula Uno, oltre al Centro Congressi) senza alcun intervento sulla mobilità. Se a questo ci aggiungiamo la scelta di cancellare il corridoio della mobilità Eur- Tor de’ Cenci sull’asse pontino, i cittadini devono sapere che da qui a cinque anni non vivranno più all’interno del quartiere. Il Municipio XII – continua Santoro &#8211; non ha detto nulla e non dirà nulla. Nel giro di poche settimane sono stati cancellati 76 milioni di euro nel Municipio XII che sono stati messi nel bilancio del Comune di Roma, XII dipartimento, Assessorato ai Lavori Pubblici alla voce “manutenzione viabilità intermunicipale”, cioè verranno “spalmati” per opere su tutta la città. Un vero e proprio scippo. Va bene utilizzare risorse per tutta la città ma così l’Eur rischia di scoppiare”.</p>
<p>Su questi punti la maggioranza replica. Maurizio Cuoci, Vicepresidente del Municipio XII afferma che “le opere non sono state cancellate completamente. Non sono iscritte nel bilancio di quest’anno, ma potrebbero essere prese in considerazione nei prossimi. Non si può dire che gli oneri concessori provenienti dalla Scatola di Renzo Piano verranno “spalmati” per tutta Roma. È ancora tutto in atto, ma il Municipio XII, se si stesse verificando una cosa del genere, se ne lamenterebbe perché vogliamo che vengano create delle infrastrutture con gli oneri concessori. Su quali investire, poi, è un discorso ancora aperto”.</p>
<p>Quindi ci sarà bisogno di uno studio migliore sulle opere da realizzare a sostegno della mobilità, e che potrebbero anche non essere quelle precedentemente indicate. È ancora tutto da vedere, come ci spiega Massimiliano De Iuliis, Capogruppo PdL del Municipio XII: “La valutazione che stiamo facendo è quella di un’analisi complessiva su tutto il quadrante (Eur, Castellaccio e Laurentino in particolare), vedere a quanto ammontano gli oneri concessori e capire bene quali sono le priorità relative alla mobilità. Ragionando per singoli comparti, invece, si rischia di spostare il traffico semplicemente al semaforo successivo. Per quanto riguarda gli oneri concessori, stiamo cercando di “intercettarli” per investirli sul territorio. Vogliamo cambiare rotta su una prassi che vedeva  nel XII Municipio una sorta di fabbrica di oneri che il Comune poi spendeva”.<br />
Insomma, queste opere si potranno fare solo dopo un’attenta valutazione, anche economica, come aggiunge Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Roma: “Non siamo sicuri della realizzazione di queste infrastrutture, perché venivano inserite senza una verifica delle possibilità economiche del Comune”. E se il PD ha lanciato il sasso sulla questione, c’è chi, tra i cittadini, afferma che una rivisitazione delle opere da fare non è sbagliata. “Queste opere non sono idonee a risolvere il problema della mobilità dell’Eur – afferma l’Ing. Paolo Ercolani – perché agevolano l’ingresso nel quartiere di maggior traffico veicolare.  Esistono soluzioni alternative come il prolungamento della linea B della Metropolitana fino al G.R.A., il potenziamento della linea ferroviaria Roma – Lido e la Metropolitana leggera (o, quanto meno, un sistema di trasporto veloce che connetta il Business District al suo interno e lo stesso Business District con l’Aeroporto e con la città).</span></p>
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		<title>Velodromo: ecco le prove dell&#8217;amianto killer</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 11:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[EUR]]></category>

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		<description><![CDATA[In una lettera la ditta che l´ha demolito rivela di averne trovato una gran quantità. È la conferma della denuncia dell´accademico dei Lincei, Annibale Mottana di Carlo Alberto Bucci (Repubblica) Il 24 luglio, alle ore17.50, 1800 cariche di tritolo hanno mandato in polvere il Velodromo dell´Eur, sprigionando una nube che ha invaso i palazzi circostanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una lettera la ditta che l´ha demolito rivela di averne trovato una gran quantità. È la conferma della denuncia dell´accademico dei Lincei, Annibale Mottana<br />
di Carlo Alberto Bucci (<a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Velodromo:-ecco-le-prove-dellamianto-killer/1586476">Repubblica</a>)</p>
<p><img class="alignright" title="amianto" src="http://locali.data.kataweb.it/storage/kpm2gloc/images/2009/02/06/1946351.jpeg" alt="" width="300" height="225" />Il 24 luglio, alle ore17.50, 1800 cariche di tritolo hanno mandato in polvere il Velodromo dell´Eur, sprigionando una nube che ha invaso i palazzi circostanti per alcuni giorni. Ma gli artificieri, gli abitanti del quartiere, i vigili urbani del XII gruppo che presidiarono la zona, i bambini del nido di viale Egeo che in quei giorni andavano a scuola e in giardino per il campo estivo, non sapevano che stava per esplodere una bomba ecologica. Perché l´impianto costruito per le Olimpiadi del 1960 conteneva al momento dell´esplosione molto amianto: il materiale che può provocare il cancro ai polmoni, e non importa &#8211; ha sentenziato la Cassazione il 28 novembre 2008 &#8211; quanto se ne sia inalato o quanto è stata lunga l´esposizione alla polvere killer.</p>
<p>La conferma dell´allarme lanciato ieri dall´accademico dei Lincei Annibale Mottana, viene dal carteggio intercorso tra la ditta incaricata dello smaltimento del rudere, la Eur spa (proprietaria dell´edificio) e la Asl RMC. È stato proprio chiedendo all´azienda sanitaria di accedere agli atti, che il consigliere del XII Municipio, Matilde Spataro, dei Verdi, si è vista consegnare la lettera datata 22 settembre 2008 nella quale la ditta rivela di aver trovato due tubi di «cemento-amianto» della lunghezza di 25 metri l´uno. È veleno puro, che viene portato via con tutte le cautele. E sono 2000 i litri smaltiti negli impianti autorizzati alla data 29 novembre 2009, come testimonia la lettera attraverso cui l´azienda incaricata produce una mappa con segnati i 7 punti dove è stato trovato l´amianto. Ma nella stessa informativa all´Asl i tecnici ammettono: c´è ancora da cercare nella parte orientale del rudere. «Sono andati avanti a tentoni, capite?», commenta Matilde Spadaro. «Ma quando facevano saltare in aria l´edificio avevano una relazione degli anni Sessanta? Sapevano cosa e dove è stato costruito con l´amianto?».</p>
<p>L´amianto è il pericolo «che noi cittadini temevamo e per questo abbiamo fatto esposti il 13 e il 20 agosto, senza avere risposte, o quasi» spiega Manlio Pasqualini. È l´amianto che l´Eur spa (società per il 90% del ministero delle Finanze, per il restante del Comune) ha sempre detto di aver tolto prima che la dinamite distruggesse il capolavoro progettato da Cesare Ligini: «Al momento della demolizione, il Velodromo &#8211; si legge nel sito della società &#8211; era privo di ogni traccia di amianto. Due anni fa, infatti, la proprietà aveva proceduto ad eliminarne ogni traccia presente all´interno dell´impianto provvedendo ad un collaudo finale della bonifica effettuata». La società Eur «si riferisce alla bonifica, nel 2006, della centrale termica dell´impianto. Ma evidentemente di amianto ce ne era ancora. Un po´ ovunque» spiega l´avvocato Giuseppe Dante, il cui studio, in viale del Ciclismo, si affaccia proprio sulla montagna di detriti che ogni giorno le ruspe (mercoledì ce ne erano quattro) portano via. Gli operai lavorano senza protezione. Ma l´amianto è stato tolto del tutto?</p>
<p>Il 9 gennaio 2009 la ditta di smaltimento scrive alla Asl e all´Eur spa che «durante tali attività di bonifica sono state rinvenute alcune tubazioni in cemento-amianto murate all´interno della soletta del camminamento del tunnel con entrata lato via della Tecnica». Rimosso l´amianto, la bocca del tunnel è stata interrata. «Mi vengono i brividi &#8211; dice Cristina Lattanzi, del comitato Salute e ambiente Eur &#8211; se penso che quel tunnel portava agli spogliatoi demoliti nel 2006. Ma quelli, li avevano bonificati?».<br />
(06 febbraio 2009)</p>
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		<title>Sotto i ponti del Laurentino</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 22:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Data di pubblicazione: 27.03.2005 &#8211; tratto da http://eddyburg.it/article/articleview/1925/0/39/ Autore: Berdini, Paolo Anche questo articolo, pubblicato sulla rivista Carta nel numero di dicembre 2004, illustra una verità che i mass media non sanno vedere: il degrado delle periferie dipende più da cattiva gestione politica che da errori di progettazione L’urbanistica liberista è stata alimentata -al pari di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Data di pubblicazione: 27.03.2005 &#8211; tratto da http://eddyburg.it/article/articleview/1925/0/39/</p>
<p>Autore: Berdini, Paolo</p>
<p>Anche questo articolo, pubblicato sulla rivista Carta nel numero di dicembre 2004, illustra una verità che i mass media non sanno vedere: il degrado delle periferie dipende più da cattiva gestione politica che da errori di progettazione</p>
<p>L’urbanistica liberista è stata alimentata -al pari di altri segmenti del pensiero neoconservatore- di un forte impianto ideologico. Il principale di questi attributi è consistito nell’attribuire al piano urbanistico i vizi di rigidità e di scarsa aderenza al mercato. Solo l’iniziativa privata poteva avere gli strumenti per rendere realizzabili interventi altrimenti destinati al fallimento proprio per il vizio d’origine, e cioè quello di derivare da una matrice pubblicistica. Il caso che illustriamo dimostra finalmente che il re è nudo e che il castello di bugie su cui era costruita l’urbanistica contrattata si è dimostrato soltanto il modo più efficace per abolire qualsiasi discussione nella società e far trionfare la proprietà fondiaria.</p>
<p><span id="more-635"></span></p>
<p>“Laurentino 38” è uno dei quartieri di edilizia pubblica più grandi di Roma. Progettato all’inizia degli anni ’80 da un grande architetto come Pietro Barucci, esso è articolato su una serie di percorsi pedonali che attraversano per nove volte la sottostante strada carrabile che attraversa l’intero quartiere: sono i cosiddetti “nove ponti”, strutture che contengono spazi per negozi e uffici pubblici e privati, per raggiungere quella qualità e integrazione urbana che è alla base del pensiero urbanistico moderno.</p>
<p>Già sulla stessa volontà di ipotizzare un qualsiasi uso differente degli spazi pubblici si è concentrata la prima offensiva ideologica. Obiettivo principale della riqualificazione era “superare la logica parcellizzata costruita dall’impianto originario per insule cui fa riferimento l’elemento centrale del ponte; creare una dimensione urbana unitaria che consenta il formarsi di una vita sociale ed economica”. Proprio così, è scritto nel documento del comune di Roma.</p>
<p>Il secondo capitolo dell’offensiva neoliberista ha sfruttato al meglio lo stato di degrado in cui versano tre ponti. Essendo stati occupati da senza casa o da centri sociali, versano in uno stato di totale assenza di manutenzione. L’abilità è stata quella di dichiararli origine di ogni male e chiederne conseguentemente la demolizione, mentre necessitavano soltanto di una visione pubblica, di recupero sociale e fisico. E infatti, coloro che si opponevano alla demolizione argomentando che era sufficiente recuperarli e inserirvi funzioni pregiate, come uffici pubblici o servizi sociali, furono dipinti come esponenti dell’urbanistica pubblicistica ormai inutile. L’unica salvezza sarebbe stata quella di affidarsi ai privati. I tre ponti verranno demoliti, ma –per rientrare delle spese- al loro posto verranno costruiti (da privati) 50.000 metri cubi di nuove attività prevalentemente commerciali e per uffici.</p>
<p>Il bello lo scopriamo oggi. Il sito dell’Assessorato romano delle Periferie afferma che al fine di riqualificare il quartiere, in questi nuovi edifici troveranno posto le seguenti funzioni: la scuola infermieri gestita dal vicino ospedale S. Eugenio che già occupa uno dei ponti e i cui “locali attualmente in dotazione sono molto ridotti e avrebbe bisogno di espandersi”; un posto di Polizia e infine un Ufficio postale. Era proprio quello che proponevano coloro che si opponevano alle demolizioni! Riempire di alcune funzioni pubbliche i ponti degradati: la riqualificazione sarebbe venuta di conseguenza.</p>
<p>Oggi si tocca con mano quale sia stato il ruolo ingannevole dell’offensiva ideologica: mascherare dietro parole d’ordine vuote quanto accattivanti (la lotta al degrado e la liberazione delle forze private) una speculazione edilizia vecchia maniera in cui a pagare sarà l’intero quartiere Laurentino. La vicenda è dunque paradigmatica del fallimento delle teorie neoliberiste della privatizzazione delle città: speriamo soltanto che gli attori di questa vicenda abbiano almeno l’onestà intellettuale di riconoscere il fallimento e aiutare al ritorno ad una visione pubblica delle città.</p>
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		<title>EUROMA 2, LA PRIMA PIETRA DEL BUSINESS PARK</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 21:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Euroma2]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su L38 Squat Info #10 (dicembre 2008) “L’ attentamente sorvegliato tempio del consumo è un’ isola di ordine, libero da mendicanti, sfaccendati e malintenzionati- è questo quanto ci si aspetta. Le persone non si riversano in questi templi per parlare e socializzare. Qualsiasi compagnia possano desiderare (o siano disposte a tollerare), se la portano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblicato su L38 Squat Info #10 (dicembre 2008)</strong></p>
<p>“L’ attentamente sorvegliato tempio del consumo è un’ isola di ordine, libero da mendicanti, sfaccendati e malintenzionati- è questo quanto ci si aspetta. Le persone non si riversano in questi templi per parlare e socializzare. Qualsiasi compagnia possano desiderare (o siano disposte a tollerare), se la portano dietro così come le lumache si portano appresso la propria casa.”</p>
<p><em>“L’ attentamente sorvegliato tempio del consumo è un’ isola di ordine, libero da mendicanti, sfaccendati e malintenzionati- è questo quanto ci si aspetta. Le persone non si riversano in questi templi per parlare e socializzare. Qualsiasi compagnia possano desiderare (o siano disposte a tollerare), se la portano dietro così come le lumache si portano appresso la propria casa.”</em></p>
<p> </p>
<p>Pomeriggio di fine Luglio. </p>
<p>Da circa un mese, all’incrocio tra via Cristoforo Colombo e via dell’ Oceano Pacifico, è aperto il centro commerciale Euroma 2.  Rullo di tamburi e trombe squillanti per l’annuncio del nuovo complesso del consumo più grande d’ Europa (una cosa già sentita…). I numeri di certo non mancano: circa 240 negozi e 40  punti di ristorazione. Il giorno della sua inaugurazione masse di consumatori attratti dalle sue luccicanti vetrine hanno mandato in paralisi il traffico locale. I negozi più accattivanti, come per esempio Trony, sono stati letteralmente presi d’assalto: su Youtube hanno messo un video intitolato “Follia a Euroma 2”. Alcune immagini comparse il giorno seguente su alcuni blog mostravano la gente che non riusciva nemmeno a muoversi, ma nonostante questo le facce ritratte erano tutte sorridenti. Potenza dell’ipnosi delle merci.</p>
<p>A bordo del mio motorino, percorrendo la Colombo prima di imboccare la Pontina, mi ritrovo all’ altezza di questo nuovo tempio del consumo. </p>
<p><span id="more-545"></span></p>
<p>Euroma 2 sorge nell’area del Castellaccio: 60 ettari di terreno ora di proprietà del costruttore Parnasi. Il centro commerciale in realtà è solo una parte della pianificazione urbanistica di quest’area. Nel 2003 infatti il Comune di Roma ha assegnato il Castellaccio alla società Parsitalia S.p.A come compensazione edilizia  (*1) dei parchi Volusia (nel parco di Veio) e Pratone delle Valli (zona Montesacro), attribuendogli la qualifica di Centralità Urbana (*2).</p>
<p>Se il regalo della compensazione a Parnasi è tutta opera della Giunta Veltroni, la pianificazione della Centralità Urbana “Eur-Sud Castellaccio”, chiamata a volte “Eur2”, “Business Park” oppure “Europarco”, è invece frutto di un accordo di programma che porta la firma congiunta di Veltroni e Storace (allora rispettivamente Sindaco di Roma e Presidente della Regione). Nuovo luogo del potere e allo stesso tempo della produzione e del consumo capitalista, il Business Park prevede inoltre, per un totale di 800 mila metri cubi di cemento, due grattacieli progettati dall’architetto Purini; uno di questi con i suoi 120 metri sarà il più alto di Roma: struttura in acciaio e vetro con largo uso di travertino per richiamare l’architettura romana (*3). Tra le due torri una piazza di 32.000 metri quadri sul modello della Dèfense di Parigi (*4) ospiterà sculture e opere d’arte, oltre a ristoranti, bar e negozi. Sotto la piazza verranno dislocati parcheggi sotterranei. A concludere il pacchetto regalo 70.000 metri cubi di case private verso Spinaceto.</p>
<p>La società di costruzione che ha realizzato Euroma 2 è la Imef S.p.A., sempre del gruppo Parsitalia S.p.a di Parnasi.</p>
<p>Da quando ha aperto ancora non mi sono avvicinato a questo mostro dalle dimensioni di un quartiere. L’ insegna luminosa Euroma 2, subito visibile da qualsiasi strada da cui si arrivi,  è un vessillo che si innalza nel cielo sovrastando il panorama intero. Decido di andare a guardare da vicino la struttura architettonica, pur sapendo di andare incontro a una sensazione orripilante.</p>
<p>I progettisti hanno previsto un centro commerciale su cinque livelli, di cui due interrati e adibiti a parcheggio. La struttura è a forma poligonale. Una rete stradale circoscrive tutto il perimetro di Euroma 2 e si unisce per una lato ad un tunnel costruito sotto la Colombo, unendo quindi il Laurentino a Torrino tramite il prolungamento di via Carlo Levi. A completamento delle rete stradale è previsto il così detto “svincolo degli Oceani” che congiungerà via dell’ Oceano Atlantico con via dell’ Oceano Pacifico sempre all’altezza di via Cristoforo Colombo: ennesima infrastruttura destinata ad aumentare anziché risolvere il flusso di traffico in questo quadrante.</p>
<p>Il progetto di Euroma 2, di proprietà della società Lsg II, è stato realizzato da Sadi S.I. in collaborazione con lo studio di progettazione Chapman-Taylor. Parcheggio il motorino. Scendo per andare a dare un’occhiata dentro. Faccio fatica a trovare una via d’ ingresso al centro commerciale e sto già rimpiangendo di non essere da un’altra parte. Chiedo informazioni per non perdermi in questo garage labirintico. Una signora mi indica di percorrere tutto il parcheggio: saranno circa 500 m.  Li percorro velocemente per entrare da un ingresso secondario nel ventre del mostro. </p>
<p>Per ogni piano di Euroma2 i corridoi si affacciano su entrambi i lati su percorsi pubblici orizzontali. All’incrocio di questi corridoi le “piazze” che vengono a formarsi sono sovrastate da cupole. Gli interni realizzati con richiami a edifici storici realizzati attraverso l’uso di marmi, gessi e rifiniture in similoro sono l’ esaltazione dello stile kitsch.</p>
<p>I negozi si dispiegano uno dopo l’altro: molti sono quelli delle griffe affermate nel campo della moda.</p>
<p>Pare che ogni gestore di questi esercizi commerciali abbia dovuto passare una lunga selezione, dovendo dimostrare di possedere già altre attività avviate e grande disponibilità economica: per ogni spazio di circa 100 mq si può arrivare a pagare fino 90.000 euro l’anno d’affitto. </p>
<p>La gestione di Euroma 2 è in mano alla Scci, la Société des Centres Commerciaux Italia S.r.l.</p>
<p>Mi è difficile resistere più di tanto. La miscela di musiche che provengono dai negozi, del vociare, degli altoparlanti che danno annunci e delle luci provoca un fastidioso effetto di stordimento dei sensi. Eppure intorno a me tutti sono sorridenti. Un cameriere di un bar che sta trasportando un carrello traboccante di sacchi  di spazzatura non sembra invece essere molto contento.</p>
<p>Qualche mese prima dell’apertura di Euroma 2, ma soprattutto qualche settimana prima delle elezioni, l’ex presidente del Municipio XII Patrizia Prestipino annunciava il programma “Obiettivo Occupazione”: un protocollo d’intesa con  la società che gestisce il Centro Commerciale che prevedeva che, nelle assunzioni, fossero privilegiati i cittadini disoccupati residenti nel Municipio XII. Molti tra quelli che oggi lavorano a Euroma 2, in particolare commessi e commesse dei negozi di abbigliamento, sono sottoposti a turni di lavoro di anche 10 ore. Pochi giorno dopo l’ apertura del centro commerciale molti esercizi hanno dovuto sospendere le loro attività a causa  di molteplici irregolarità riscontrate nei confronti del personale impiegato.</p>
<p>Mentre esco per andare a riprendere il motorino vedo un pullman arrivare. Inizialmente penso sia uno di quelli turistici con a bordo un gruppo di stranieri in gita. Poco dopo mi accorgo di essermi sbagliato.</p>
<p>Per sopperire alle gravi mancanze di trasporto pubblico in quest’aerea, la direzione di Euroma 2 ha disposto a proprie spese un servizi di bus-navetta con partenze da piazzale dell’Agricoltura,  da metro Palasport e da Piazzale Nervi ed arrivo al centro commerciale senza fermate intermedie. Per incamerare profitti il management capitalista è in grado di  ideare servizi di ogni tipo. Nel frattempo quartieri come Spinaceto, Decima e Laurentino continuano a risentire dell’endemica mancanza di servizi per la mobilità. </p>
<p>Accendo il motorino e vado via, sapendo già che sarà molto difficile rimettere piede in questo posto. Allo stop del semaforo guardo a lato e intravedo le gru in azione. Cerco di immaginare figurativamente il paesaggio che si verrà a creare una volta terminato il progetto. Probabilmente da quest’altezza non si riuscirà più nemmeno a vedere il tramonto.</p>
<p>Penso poi a quartieri, come il Laurentino, che oggetto della stessa concezione degli spazi portata avanti nella città, continuano a rimanere ai margini, volutamente ghettizzati da chiunque governi Roma. </p>
<p> </p>
<p>Mentre scrivo, arriva in mailing list l’articolo di un compagno che ora vive a Berlino. Tratta di come Berlino sia attraversata da profonde trasformazioni che stanno investendo il suo tessuto urbanistico ed architettonico. Per storia, cultura e tradizioni Roma e Berlino sono molto differenti tra loro, nonostante questo i processi urbanistici in atto nelle due città hanno molti elementi in comune.</p>
<p>La definizione e strutturazione degli spazi ha sempre rivestito un’ importanza  cruciale nella strategia di dominio del potere. </p>
<p>Istituzionalizzando la paura urbana, nel capitalismo di nuovo millennio la strategia di controllo e gestione degli spazi si impone tramite le parole d’ ordine di sicurezza e annientamento della diversità, sottomissione alla leggi del mercato e del consumo: un centro commerciale racchiude tutto questo. Euroma 2 ne è l’espressione evidente.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><em>Note:</em></p>
<p><em>*1 “Centralità metropolitane ed urbane sono i punti nodali della nuova organizzazione policentrica della città proposta dal Piano Regolatore. Questi poli, localizzati in corrispondenza dei nodi di scambio intermodale, i punti di massima accessibilità del sistema della mobilità, ospiteranno funzioni di livello superiore molto qualificate (dagli uffici, all&#8217;università, al verde alle attrezzature per il tempo libero), tali da renderli centro vitale dell&#8217;attività e dello sviluppo della città metropolitana.”  </em></p>
<p><em>E’ la maniera con la quale l’urbanistica (del potere) definisce i processi di trasformazione in atto in alcuni quadranti di Roma e l’individuazione di nuove aree di importanza per fini economici. </em></p>
<p><em>*2 “La compensazione consiste nel trasferimento a distanza dei diritti edificatori in altre aree edificabili di proprietà del comune o private, secondo il principio di equivalenza dei valori immobiliari.”</em></p>
<p><em>La compensazione è uno strumento legislativo che in pratica permette ai costruttori che non possono più edificare in un terreno, vuoi perché ci sia una valutazione di impatto ambientale o di mobilità negativa, o perché ci siano mobilitazioni popolari che si oppongono a determinati progetti, di essere risarciti oltre che del valore del terreno acquisto, anche dei mancati profitti che sarebbero derivati dall’utilizzo di quell’edificazione. Insomma un bel regalo del Comune di Roma per le tasche dei palazzinari o personaggi simili.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>*3 In base alle dichiarazioni dell’architetto Purini le due torri sono state ispirate “all&#8217;architettura romana, semplice ed enigmatica, come quella della Torre delle Milizie ai Mercati di Traiano”.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em>*4 La Defense di Parigi viene definita come uno degli svariati tipi di “spazi di interdizione” che secondo Steven Flusty  (architetto e autore dell’articolo  “Building Paranoia” nella raccolta “Architettura della paura”) rivestono maggior prestigio tra le odierne innovazioni urbanistiche.</em></p>
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