Mar 23 2008

Brutalism / brutalismo

Published by admin at 8:04 pm under architettura,brutalismo

London Ontario

Primo post introduttivo al brutalismo, stile preponderante nel nostro quartiere da Wikipedia: Con la parola Brutalismo si definisce una corrente architettonica vista come il superamento del Movimento Moderno in architettura. Il termine nacque nel 1954 in Inghilterra, (Brutalism), e voleva caratterizzare quel particolare nuovo modo di fare architettura di Le Corbusier, “volumi plastici” ma “brutali”, nell’”Unités d’Habitation“, (1950) di Marsiglia, e nella realizzazione del Capitol della città Indiana di Chandigarh. Il Brutalismo impiega molto spesso la rudezza del “cemento a vista” il cosiddetto in francese beton brut le cui forme plastiche lavorate e plasmate nei particolari come nei pilotis o nei camini dell’”Unités d’Habitation“, evidenziano con forza espressiva la struttura. I volumi delle membrature risultano accentuati, robusti e forma e materiale si modellamo nello spazio si uniscono in un linguaggio di vigore architettonico.

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One Response to “Brutalism / brutalismo”

  1. Lucaon 25 Feb 2009 at 4:35 am

    Movimento architettonico nato in Inghilterra agli inizi degli anni Cinquanta per iniziativa di Peter e Alison Smithson e di altri esponenti del cosiddetto Team X, affiliazione internazionale di architetti fondata nel 1954. I brutalisti attribuivano un valore estetico ed espressivo alle strutture portanti degli edifici, agli impianti e ai materiali costruttivi; tendenvano dunque a lasciare in evidenza nelle loro opere tutte le componenti materiali dell’architettura. Di particolare rilevanza fu l’impiego del calcestruzzo a vista (in francese béton brut), che l’architettura brutalista apprezzava per l’effetto estetico della superficie scabra, per le potenzialità plastiche e per i contrasti chiaroscurali che può produrre.

    Il brutalismo si rifece inizialmente ad alcune opere dell’architetto francese Le Corbusier (quali l’Unité d’Habitation di Marsiglia) e del tedesco Mies van der Rohe. Nelle prime realizzazioni brutaliste degli Smithson, come la scuola di Hunstanton (1954), sono inoltre combinate forme geometriche di matrice classica e rinascimentale, che riecheggiano gli equilibri e le proporzioni dell’opera di Andrea Palladio. Nei lavori successivi, invece, prevalgono l’asimmetria, l’incontro di superfici ruvide, l’accostamento di volumi al di là di ogni principio gerarchico e di ogni ordine immediatamente riconoscibile (si consideri ad esempio l’Università di Sheffield).

    I principi architettonici ed estetici del brutalismo si diffusero rapidamente in tutto il mondo occidentale, giungendo ad affermarsi anche in Giappone. In Gran Bretagna, oltre agli Smithson si distinsero nella corrente James Stirling e James Gowan (autore del progetto della facoltà d’ingegneria dell’Università di Leicester, 1963); in Italia, vanno ricordate le figure di Vittoriano Viganò (architetto dell’Istituto Marchiondi a Milano, 1957), Giancarlo De Carlo (che firmò il Pensionato universitario di Urbino, 1962), Enrico Castiglioni, Leonardo Ricci e Leonardo Savioli; in Germania fu apprezzato Oswald Mathias Ungers; in Giappone si fece interprete del movimento Tange Kenzo.

    Il brutalismo, che rappresentò una costruttiva critica allo sviluppo del Movimento Moderno verso le forme più manieristiche ed estetizzanti dello Stile Internazionale, viene associato spesso alle contemporanee ricerche della pittura informale di Pollock e Burri, e all’Art Brut di Dubuffet, per la comune ispirazione espressionistica e la promozione dei materiali poveri a privilegiati mezzi espressivi.

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