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L38 SQUAT - ESTATE 2008


Prossima assemblea generale di L38 Squat*Laurentinokkupato è ogni lunedì alle 21,30


Libertà e solidarietà per gli/le antifascisti/e
Giovedì 19 giugno 2008 ore 10 Piazza Indipendenza

In Italia come in Germania gli/le antifascisti/e continuano ad essere perseguitati/e e incarcerati/e.
Andrea Neff è una compagna rinchiusa attualmente nella prigione di Pankow a Berlino. É stata condannata a 14 mesi di detenzione per una serie di accuse abbastanza pretestuose come aver distribuito dei volantini contro un CPT presso i loro uffici amministrativi, per essere stata fermata con delle uova con del pepe irritante durante una manifestazione antifascista, per essere stata fermata con del pepper-spray (legale in Germania) in un villaggio della Baviera dove nei pressi si teneva un raduno di vecchi gerarchi delle SS hitleriane e infine per avere fatto un occupazione di qualche ora in una casa abbandonata.
Christian Sümmermann è perseguitato da parecchio tempo dallo stato tedesco per il suo attivismo antifascista e anche lui sta scontando in questi mesi la sua condanna nelle galere tedesche. Christian ha subito un processo con modalità antiterrorismo quando invece doveva rispondere solamente di aver collaborato alla costruzione di una barricata con cassonetti ed un'auto rovesciata per bloccare un corteo neonazista a Berlino.
Entrambi subiscono un regime carcerario estremamente duro che impone restrizioni economiche, impedimenti sulle visite e nella comunicazione con l'esterno, arrivando fino alla violazione dei diritti umani elementari negando a Christian i medicinali e le cure necessarie e indispensabili a combattere l'epatite c da cui è affetto.

Il 19 giugno è il compleanno di Christian e per questa data è stata indetta una giornata di mobilitazione internazionale per richiedere che possa usufruire dei benefici garantiti dalla legge tedesca e tornare libero allo scadere dei 2/3 della pena (ad agosto 2008).
Giovedì 19 giugno ore 10 saremo davanti all'ambasciata tedesca di Roma (Via S. martino della Battaglia,4) con un sit-in per richiedere la liberazione degli e delle antifascisti/e.

La nostra solidarietà va a Emiliano, compagno dell'Università, che sta ancora agli arresti per essersi difeso dall'aggressione dei fascisti di Forza Nuova all'Università La Sapienza.

Libertà per Christian, Andrea ed Emiliano Liberi/e tutti/e

Gruppo di solidarietà con Andrea e Christian di Roma

flyer

ssa


 

antifa

Christian è un antifascista berlinese attualmente incarcerato a Berlino, in Germania. In questi ultimi anni ha subito una serie d'arresti, accuse e persecuzioni giudiziarie. Il caso del militante che dovrebbe essere imprigionato fino a Settembre 2010, sarà presto portato alla corte europea dei diritti dell'uomo.

Tutto è iniziato nel marzo del 2000, quando Christian è stato arrestato durante una contro-manifestazione antifascista. É accusato di aver lanciato una pietra in direzione della manifestazione di nazi. Il giudizio che ha chiuso il processo lo condanna a 10 mesi di prigione con rinvio, applicabili nel caso in cui il militante dovesse avere a che fare con la giustizia nei 4 anni seguenti.

Il I maggio 2004 Christian è arrestato una nuova volta dopo aver rovesciato una macchina per bloccare una sfilata di neonazisti. Condannato a 3 anni di prigione nel dicembre 2004, chiede l'appello a questa sentenza.

Ma dovrà rinunciare al suo ricorso a seguito di un ricatto riguardante una seconda storia.

Questo nuovo processo riguarda un accusa portata da dei poliziotti del LKA64 (Landeskriminalamt: polizia criminale, la sezione 64 è quella specializzata nei reati e crimini politici dell'estrema sinistra.). Questi poliziotti si sono presentati al processo mascherati con parrucche e false barbe, con il solo numero identificativo e non con i loro nomi, e muniti di una lettera del ministero dell'interno tedesco che proibiva loro di rispondere alle domande attinenti un certo numero di temi (tutti quelli che la difesa avrebbe voluto trattare).

Con l'aiuto di video che non provano niente riguardo il preteso reato, l'attivista è accusato di aver lanciato una bottiglia contro la polizia durante una manifestazione neonazista a Dresda il 13 febbraio 2005.

Resterà 11 mesi in detenzione preventiva (che normalmente non può superare i 6 mesi), durante i quali, affetto da epatite C, non riceverà, se non irregolarmente, la sua terapia.

Nonostante non ci sia un solo punto giuridicamente valido su cui si possa appoggiare questo giudizio, Christian viene condannato nel gennaio 2006 ad un anno di prigione. É a questo punto che il procuratore propone una trattativa: se Christian abbandona l'appello contro il precedente giudizio (relativo al I Maggio 2004) può uscire di prigione il tempo di rimettersi in salute prima di ritornarvi per scontare i 3 anni di arresto ai quali si aggiungono i 10 mesi che aveva in rinvio del 2000. In un primo tempo non ha voluto cedere a questa pressione, ma visto che il suo stato di salute stava diventando molto preoccupante senza le cure, alla fine ha accettato.

In seguito, è stato assolto in appello per l'affare di Dresda. Ma i poliziotti anonimi del LKA 64 l'hanno nuovamente incolpato di aver attacchinato dei manifesti satirici l'aprile scorso. Nuovo proscioglimento nel novembre 2007. Poi il maggio scorso lo arrestano per aver bruciato una macchina, accusa non supportata da alcuna prova da parte della polizia.

Quindi ritorna in prigione nel giugno 2007.

In dicembre l'amministrazione penitenziaria rifiuta la sua domanda di libertà condizionale e di riduzione della pena in ragione del “suo odio contro le organizzazione fasciste “ e del suo ambiente, che, essendo allo stesso modo antifascista, potrebbe nuocere alla sua risocializzazione.

Niente di strano se si guarda la repressione attuata dallo stato tedesco contro le/gli antifascist* da qualche anno: accuse infondate di organizzazione terrorista, pene molto pesanti alla prigione, periodi molto lunghi di detenzione preventiva, processi intentati aventi come testimoni dei poliziotti anonimi provenienti dal LKA 64.

Adesso questo compagno è rinchiuso nella prigione di Plotzensee a Berlino.La situazione attuale è questa. Christian dovrebbe uscire il 13 novembre 2009; il 4 agosto 2008, però, scadono i 2/3 della pena e in Germania c'è la possibilità, anche se quasi mai usata, di uscire dopo 2/3 della pena. Quindi vogliamo lanciare un appello internazionale per il 19 giugno 2008, il giorno del compleanno di Christian, per fare delle azioni davanti l'ambasciata della Germania per esigere la libertà di Christian per il 4 Agosto 2008.

Per scrivere a Christian:
Johann Christian Sümmermann
BNR : 441/08/5
JVA Plötzensee
Lehrterstrasse 61
10557 Berlin
GERMANIA


iNCONTRO dONNE zAPATISTE
Il collettivo Nodo Solidale presenta

Riflessioni sul "Primo Incontro delle Donne Zapatiste con le Donne del Mondo eTerzo Incontro degli Zapatisti con i Popoli del Mondo"


Nei giorni 29-31 Dicembre si è svolto in Chiapas, nella Caracòl Tres La Garrucha, il Primo Incontro delle Donne Zapatiste con le Donne del Mondo eTerzo Incontro degli Zapatisti con i Popoli del Mondo.

Attivist* del Nodo Solidale e Facciamo Breccia che hanno partecipato all'incontro racconteranno di questa tre giorni di scambio e apprendimento dell'esperienza di lotta e organizzazione delle donne zapatiste.


ore 20:00 apericena (a sottoscrizione)

ore 21:00 proiezioni ... a seguire dibattito e presentazione opuscolo

durante tutta la serata
mostra fotografica, infoshop, sottofondi musicali messicani, bar in funzione...e in più, grande asta sull'artigianato di Xanica e distribuzione caffè Rebeldìa

www.autistici.org/nodosolidale

www.facciamobreccia.org

www.tmcrew.org/laurentinokkupato/


flyer

15 MARZO 2008, L38 SQUAT

“FRATELLI DI TAV”
Una serata di incontro, scambio e approfondimento, dall’ esperienza No Tav a tutte le lotte dal basso contro la devastazione ambientale.

Parte dai quartieri della periferia di Roma lo sguardo nella città che si trasforma incessantemente nel segno del profitto.
Il pensiero arriva fino in Val di Susa, passando per tutti quei territori dove le popolazioni locali si battono contro speculazioni e devastazione ambientale.

I rumori dei cantieri di Roma si sentono ogni giorno e pure ogni notte.
Assordano, frastornano, infastidiscono.
Le gru non stanno mai ferme e si muovono velocemente se il palazzinaro di turno deve intascarsi i soldi di un appalto. Le ruspe macinano chilometri se si tratta d' innalzare l' ennesima vetrina di questa città dello spettacolo.
Dall' estrema periferia al centro opulento un solo imperativo: costruire per il profitto di pochi, spazzare via quello che è scomodo. Fagocitare e allo stesso tempo sputare.
Nel nome del progresso si devastano territori.
Nel nome dello sviluppo economico si erigono i templi del consumo.
Nel nome della legalità si sgombera, si espelle, si esclude.
Intorno a noi diviene sempre più invadente l' imposizione di un unico e indiscusso ordine nel segno del capitalismo del nuovo millennio: le trasformazioni della città a livello urbanistico e la costruzione di fantomatiche “grandi opere” ne sono la manifestazione più evidente e al tempo stesso l' esperienza più tangibile.
Viviamo sulla nostra pelle il traffico in cui ci infognano.
Vediamo con i nostri occhi le colate di cemento a delimitare l' orizzonte davanti a noi.
Sentiamo con le nostre orecchie il frastuono di aerei, treni e autostrade che passano dinanzi le nostre abitazioni.
La pianificazione della città e la costruzione di nuove opere sappiamo essere l' espressione degli interessi politici ed economici di chi sta al potere.
E il potere detta, impartisce, impone.
Ma dove c' è potere, a volte, c'è anche resistenza.
Se c’ è infatti chi vuole imporre opere devastanti, inutili e nocive, c’è anche chi a queste si è opposto e continua ad opporsi. Senza resa. A 800 km di distanza da Roma c’è una terra, la Val di Susa, in cui il progetto del treno ad alta velocità, che i diversi governi che si sono succeduti negli anni hanno provato ad imporre, trova resistenza. Trova resistenza, nonostante la forte volontà di attuarlo visti gli interessi economici che ci sono dietro, perché le popolazioni locali si sono organizzate, hanno rifiutato la delega e la rappresentanza partitica, hanno agito direttamente. Hanno diffuso informazione e smascherato gli interessi di chi con quel progetto vuole arricchirsi. Hanno costruito trame di solidarietà non solo tra i diversi paesi della valle, ma con ogni realtà locale in lotta contro le grandi opere e lo scempio delle risorse ambientali in Italia. Perchè non è solo in Val di Susa e con la TAV che i governanti in accordo con i mafiosi di turno stanno pianificando e attuando speculazioni: dalla Sicilia a Napoli, da Roma e dintorni fino a Vicenza tutto il territorio italiano è stato o sta per essere avvelenato. E se l’unione fa la forza, la solidarietà è sua arma.
L’ esperienza del patto di mutuo soccorso, tramite il quale le diverse realtà in lotta nelle varie regioni hanno stretto la loro reciproca solidarietà, rispedisce al mittente l’ accusa di essere portatori di nymbismo: che si tratti di una linea ferroviaria, come di un inceneritore o una base militare, ad essere messo in discussione è infatti la totalità di un modello di sviluppo che fa ricadere sull’ ambiente e sulla salute di chi lo abita le sue conseguenze. Ad essere messe in discussione sono infatti le decisioni di pochi che ricadono su tutti/e: sappiamo bene che è chi governa che fa i suoi sporchi interessi.
La storia della Val di Susa e del movimento NO TAV ci parla di resistenza e ribellione. E dove c'è resistenza gli speculatori trovano difficoltà a portare a compimento i loro progetti e a volte non ci riescono.
Per questo vogliamo trovare un momento di incontro, scambio e approfondimento, dall’ esperienza No Tav a tutte le lotte dal basso contro la devastazione ambientale.
Il 15 Marzo al Laurentino 38 Squat presenteremo il video Fratelli di Tav: un video in cui affiorano storie poco conosciute che ruotano intorno al progetto del Treno ad Alta Velocità, che riguarda non solo la Val di Susa, ma tutta l’ Italia.
Ne discuteremo con gli autori e con chiunque voglia contribuire
Invitiamo a partecipare tutte le realtà e singoli individui che sul territorio di Roma e dintorni lottano in difesa dell’ ambiente in cui si vive e della natura contro ogni nocività.

In solidarietà con la tre giorni di mobilitazione comune delle realtà del Lazio aderenti al patto di mutuo soccorso.
Con Sole e Baleno nel cuore, compagn* che per il loro amore per la natura hanno subito il carcere fino ad esserne uccisi.

no tav

flyer

l38 squat

[2gg GIORNI DI DIFFUSIONI PIRATA E AUTODISTRIBUZIONE]

 30 novembre 2007
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 L38 SQUAT
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 via giuliotti 6Ponte [come arrivare [1]]
 http://tmcrew.org/laurentinokkupato/
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 dalle 18.00
 distribuzione materiale autoprodotto e nocopyright
 Distribuzione del primo numero della zine di AR
 diffusioni musicali resistenti
 masterizzazione selvaggia
 ore 21.00
 cena a men fisso per autofinanziamento spese radio (5 euro)
 ore 22.30
 Presentazione teorica e pratica del progetto radioresistance/radio
pirata:
 La radio come strumento di lotta dal basso/ condivisione e
partecipazione come momenti per la
 trasmissione dei saperi con la possibilit di trasformare un sapere
pratico in un aiuto concreto verso
 chi con noi resiste in altre parti del mondo.
 A seguire:
 Prove tecniche di trasmissione, disturbo ed intrusione nell' etere.
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 1 dicembre 2007
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 ZK SQUATT
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 via epaminonda 0 - tra ostia e casalpalocco [come arrivare [2]]
 http://tmcrew.org/zk/
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 dalle 18.00
 distribuzione materiale autoprodotto e nocopyright
 diffusioni musicali resistenti
 masterizzazione selvaggia
 dibattito: Autodistribuzione e circolazione delle autoproduzioni
 ore 21.00
 cena a men fisso per autofinanziamento spese radio (5 euro)
 ore 24.00 to 06.00
 Music show live set:
 AudioResistance
 PhonoDisconnection
 INGRESSO LIBERO E POSSIBILITA' 2 EURO CD+FANZINE
 Crediamo che la nostra musica e la nostra espressione debbano essere
libere ed indipendenti, per questo abbiamo scelto consapevolmente
l'auto-produzione come mezzo per esprimere le nostre idee.
 Ma la musica, oltre ad essere suonata e prodotta, deve anche
circolare, diffondersi, per raggiungere le persone. Soltanto
attraverso un autogestione dal basso possiamo mantenere la nostra
autonomia anche in questo processo, cio quello della distribuzione.
Dopo aver praticato per alcuni anni l' auto-produzione musicale
crediamo che il passaggio successivo sia quello di confrontarci con
il : "come far circolare (distribuire) le nostre auto-produzioni".
Vogliamo connettere e connetterci con strumenti, progetti e persone
interessate, interessanti ed affini che si occupano di
auto-produzione ed auto-distribuzione.
 Per noi l' auto-distribuzione una forma di lotta contro il
copyright e il music business, il cui scopo quello di far circolare
suoni, liberare informazioni, dimostrare possibile un' alternativa ai
circuiti commerciali della distribuzione.
 Siamo coscienti che gi, intorno a noi, sono molti i progetti e gli
strumenti attivi in questa direzione, quella dell autodistribuzione
per scelta, e con questi vogliamo condividere una rete orizzontale e
decentralizzata, al di fuori delle logiche di mercato, una rete che
funzioni in virt del supporto reciproco e che preferisca lo scambio
alla vendita.
 I progetti che vogliamo distribuire hanno con noi in comune un
approccio no business all' espressione, utilizzano e rafforzano gli
strumenti di diffusione dal basso gi presenti e ne inventano di
nuovi.
 Ci vorremmo avvalere anche delle pratiche tipiche della pirateria
attraverso una distribuzione senza vincoli sulla circolazione e/o la
rielaborazione dei prodotti; in altre parole "no-copyright",
diffondiamo un opera, non la proteggiamo; ma soprattutto vogliamo
diffondere un' attitudine.
 Per iniziare questo percorso stiamo organizzando un' iniziativa
nella quale i progetti e le persone interessate possano incontrarsi e
confrontarsi sul tema dell' auto-distribuzione. Vi invitiamo a
partecipare e portare le vostre idee e le vostre esperienze.
 http://tmcrew.org/zk [3]
 http://tmcrew.org/laurentinokkupato [4]
 http://autistici.org/audioresistance [5]
 http://autistici.org/f-hacklab/new/pd.php [6]
 Scarica la locandina dell\'iniziativa [7]
 se non vuoi piu ricevere questa newsletter rispondi a questo
messaggio mettendo come oggetto... BASTA!!!
info:spzkostia@hotmail.com [8]
 web:http://zk.tmcrew.org/ [9]


Links:
------
[1] http://tmcrew.org/csa/l38/carta.htm
[2] http://tmcrew.org/zk/pages/dove.php
[3] http://tmcrew.org/zk
[4] http://tmcrew.org/laurentinokkupato
[5] http://autistici.org/audioresistance
[6] http://autistici.org/f-hacklab/new/pd.php
[7] http://www.tmcrew.org/zk/uploads/materiali/manifesto2gg.pdf
[8] mailto:spzkostia@hotmail.com
[9] http://zk.tmcrew.org/

l38 squat

poster


assemblea col quartiere


 

NO ALLA DEMOLIZIONE DEL SESTO PONTE

NO ALLO SGOMBERO DEL CENTRO SOCIALE/L38 SQUAT

Nei giorni scorsi il consiglio del XII municipio ha votato una mozione dove in sintesi si dice: "Vogliamo che i ponti quinto e sesto del Laurentino siano riqualificati e se necessario demoliti così come è stato fatto per i ponti 9, 10 e 11, e vogliamo risposte in tempi celeri."

Ormai demolizione è la parola magica in questo quartiere, senza neanche più sapere cosa abbattere e per quale motivo. Ci propongono nuovamente come unica soluzione ai problemi del quartiere l'abbattimento dei ponti, ma dietro questa paventata unica soluzione pensiamo che si (mal)celano le solite speculazioni edilizie dato che tutta la cubatura demolita sarà poi riedificata in zone di pregio adiacenti al quartiere.

C'è subito da dire che le famiglie occupanti dei ponti vogliono passare dall'emergenza abitativa dell'occupazione all'assegnazione di una casa popolare e non come sta avvenendo per i nuclei familiari che risiedevano nei ponti abbattuti, a soluzioni precarie in residence, istituti, convitti o simili, situazioni che stanno spingendo queste persone a gesti di disperazione.

E' evidente la distanza dei consiglieri del municipio dalla realtà del quartiere. Diversamente dal quinto ponte dove ci sono solo occupazioni a scopo abitativo di numerosi nuclei familiari, sul sesto ponte, da molti anni, c'è una ricca vita sociale e non il degrado come vorrebbero i soliti luoghi comuni sul Laurentino38.

Al sesto ponte ci siamo anche noi il L38 Squat/Laurentinokkupato ( il Centro Sociale del sesto ponte) dove dal 1991 dei giovani del quartiere si sono auto-organizzati, e senza nessun finanziamento da parte dei privati, dei partiti o dello stato hanno riempito di attività, culturali, sociali e politiche uno dei "famosi" ponti di questo quartiere. Ci lottiamo, viviamo e lavoriamo al miglioramento da 16 anni e vogliamo restare qui.

In questi anni quel che è venuto fuori è un ponte del Laurentino, sostanzialmente autogestito, mantenuto e migliorato dalle persone che ci vivono e che lo frequentano quotidianamente, dove nel L38 Squat funziona un Infoshop, si fanno concerti e autoproduzioni musicali, c'è una sala prove, una biblioteca, una palestra, un laboratorio informatico, un bar, si organizzano riunioni, iniziative, serate e feste del quartiere. Oltre al Centro Sociale sono presenti sul sesto ponte affittuari assegnatari, pre-assegnatari e occupanti, molteplici realtà da alcuni nuclei familiari che abitano nei mini appartamenti ricavati nei locali abbandonati, ad attività artigianali (studio odontotecnico, falegname), commerciali (supermarket), ricreative (sala giochi), sociali (sede di varie associazioni di quartiere), politiche (sede di Rifondazione Comunista), politico sociali (Ass. La Scintilla-ASIA), sociali e religiose (Comunità di S. Egidio), politico sociali ricreative abitative (noi di L38Squat/Laurentinokkupato).

Tutte queste realtà coesistono e collaborano da anni in questo contesto, hanno costruito reti sociali e legami forti con gli abitanti del quartiere e nello specifico del sesto ponte. Molte di queste realtà operano in questo quartiere da quando era completamente abbandonato a se stesso.

Gli abitanti del Laurentino fin dal 1980 hanno dovuto rimboccarsi le maniche e impegnarsi in prima persona per creare spazi di aggregazione, socialità, ma anche per mantenere in piedi attività commerciali. Negli ultimi due o tre anni l'attenzione del Comune di Roma verso il quartiere Laurentino/Fonte Ostiense si è risvegliata, il segno di questo intervento sta marcandosi però sempre più come tendente a "normalizzare" e demolire che non venire incontro alle reali esigenze degli abitanti.

Il caso del mercato
L'apertura di nuovi uffici HP/Ocè tra il terzo e il quarto ponte avrebbe dovuto apportare, secondo i discorsi dei politici di zona, qualcosa al quartiere almeno in termini di rottura dall'isolamento. A conti fatti, invece, oltre al verde andato perduto per la costruzione degli uffici, successivamente è stato anche sottratto un altro esteso pezzo di parco, grazie alla solita variante sul progetto, per la costruzione di parcheggi. Inoltre nel lato rivolto al quartiere di fronte a questi edifici è stato vietato e rimosso, per guadagnare ancora altri posti auto, un mercato ambulante spontaneo, che si teneva lì da anni, uno dei pochi luoghi di passeggio e incontro nell'area dei "ponti".
Bilancio dell'operazione: uno dei luoghi di socialità del quartiere è stato prima chiuso e poi grazie alla tenacia degli ambulanti riaperto, ma in posizione penalizzata, periferica ed oltretutto provvisoria.

Purtroppo Municipio e Comune, proprio a causa della loro incapacità di leggere e comprendere fenomeni reali di autogestione dal basso, o piuttosto temendoli fortemente, vogliono ridurre tutto a degrado, che come tale deve solo essere "abbattuto e ripulito".

Ovviamente siamo contro questa posizione. Anzi, proprio in questo contesto in cui viene proposto l'abbattimento del sesto ponte, noi vogliamo rilanciarlo come un modello esistente e applicabile di vita vissuta al Laurentino.

Quest'esperienza non può essere additata come degrado... è anzi un modello estremamente riproducibile di autorganizzazione, sicuramente più difficile e impegnativo della demolizione/speculazione, ma comunque applicabile anche agli altri ponti.

Non pensiamo che l'unica logica da seguire sia sempre quella del profitto sopra ogni altro valore

L38 Squat Logo Non vogliamo perdere le nostre case e il centro sociale.

NO ALLA DEMOLIZIONE - NO SGOMBERI

L38 SQUAT non si tocca - 16 anni di storia non si demoliscono - NON ABBATTIAMOCI

L38 Squat/Laurentinokkupato - Via Giuliotti 8x (sesto ponte) - 8.7.2007

 

 


precedenti iniziative