 | ALESSANDRO E’ LIBERO |
ALESSANDRO E’ LIBERO,
finalmente e ci piacerebbe dire giustizia è fatta ma purtroppo non è così.
Giornali e magistratura continuano a puntare il dito contro Alessandro e contro il gruppo di amici e compagni che lo conosce e frequenta.
Non ci sono prove, dicono, però rimangono gli indizi la maggior parte dei quali si basano sulla storia politica passata, di tutti noi. Non diciamo che è in atto un attacco diretto ne tantomeno una criminalizzazione dei compagni e frequentatori di Zona Rischio ma aleggia sempre lo spettro che vista la nostra storia e la nostra attività, siamo tutti sospettabili.
La storia di Zona Rischio si è svolta sempre alla luce del sole, nel rifiuto della violenza e ancor di più nel rifiuto della lotta armata. Sarebbe ora che la politica, la magistratura, la sinistra riescano ad inquadrare l’esperienza dei centri sociali nella giusta ottica che li vede impegnati in iniziative sociali, in nome dell’autogestione, contro le ideologie oppressive e contro la logica dell’uso delle armi.
Zona Rischio e tutti i centri sociali sono luoghi aperti dove tutti possono vedere con i loro occhi quello che succede al loro interno e quello che viene proposto e organizzato con il resto della società.
In tale ottica di trasparenza e visti i mezzi investigativi a disposizione, appare ancor più incredibile la vicenda che ha colpito Alessandro e i compagni di Zona Rischio. A questo punto sorge il sospetto che partendo dal semplicistico teorema secondo il quale una persona di sinistra che svolge attività nel sociale e frequenta un centro sociale è sempre un potenziale colpevole, si sia voluto trovare a tutti i costi una soluzione ad una indagine giudiziaria troppo approssimativa e poco chiara. Aggiungendo a questo la fantomatica fuga di notizie, ecco ritrovarci nel bel mezzo di un intrigo politico di cui noi non vogliamo essere le vittime. Le conseguenze degli scontri di potere in atto non possono ricadere sui liberi cittadini.
Un ultima parola sugli organi di (disi)-informazione. Invitiamo tutti i giornalisti a mettere fine con l’opera di sciacallaggio cominciata due settimane fa contro di noi, attraverso l’uso distorto ed infame di notizie trapelate dagli organi di polizia. Si può capire la difficoltà di arrampicarsi sugli specchi in mancanza di prove e fatti concreti ma anche in questo caso ci siamo stufati di essere il capro espiatorio, visto anche i problemi creatisi per alcuni di noi sul lavoro e nella vita di tutti i giorni.
In conclusione cogliamo l’occasione di chiedere ancora l’aiuto di tutti per far fronte alle spese legali necessarie alla difesa di Alessandro e alla tutela della nostra associazione. Invitiamo tutti a partecipare alle iniziative pubbliche di solidarietà in programma nei prossimi giorni.
I soldi devono essere versati sul conto corrente bancario intestato alla:
CC n.° 36786/08 della Banca di Credito Cooperativo di Roma ag. n.° 1
Piazza Roselle 13, 00179 Roma
CAB 03201 ABI 8327.
Causale : Solidarieta' a Sandro.
Associazione Culturale Centro Produzioni Indipendenti Zona Rischio
Via De Dominicis 4, 00159 Roma
e-mail : zonarischio@tmcrew.org