Vi invitiamo a partecipare all'iniziativa che si terra' il giorno
28.06.2000 alle ore 18:00 presso i locali dell'associazione Zona Rischio
in Via de Dominicis 4 (Roma - Casalbertone)
Quest'appello e' un invito ad un confronto aperto che il Cpi Zona
Rischio rivolge a forze politiche, a situazioni che operano nel sociale
(centri sociali, associazioni, cooperative, etc...) e tutte quelle
persone che hanno seguito la vicenda che ci ha visti in piu' modi
coinvolti.
L'associazione culturale Zona Rischio, opera a Casalbertone (roma) dal
1986, nell'ambito di attivita' culturali e sociali a favore degli
abitanti del quartiere e della citta'. Ormai da molti anni le attivita'
vengono svolte presso dei locali dati in gestione dalla V
Circoscrizione, locali restaurati e resi agibili grazie al lavoro di
tutti i soci.
Nata sulle tematiche ambientaliste di rifiuto del nucleare e su quelle
di lotta ad ogni forma di razzismo, negli ultimi anni l'associazione si
e' rivolta prevalentemente a tematiche che ruotano intorno alla cura e
sviluppo del copro e della mente come mezzo di crescita dell'uomo e
delle sue capacita' di relazione e solidarieta' tra esseri viventi. In
questo senso l'associazione organizza corsi di teatro, fumetto,
ginnastica, yoga, stage di teatro e danza e alsuo interno e' nato un
gruppo di acquisto e di informazione per una corretta alimentazione come
forma primaria di prevenzione e per la diffusione di prodotti biologici
e del commercio equo e solidale.
Solidarieta', una cultura libera e aperta a tutti, una visione
differente e piu' naturale di intendere la vita, questa e' stata ed e'
la storia di Zona Rischio e non altro.
Una visione positiva, senza dimenticare i grandi problemi della nostra
societa', ma protesa verso il tentativo di un modo differente di
risolvere, senza violenza, senza sopraffazione ed ideologie oppressive.
Questa e' la nostra uscita pubblica che avviene con un certo ritardo
rispetto agli avvenimenti che si sono succeduti, in osservanza della
linea di difesa di Alessandro concordata con il suo legale e la sua
famiglia.
Perché quest'iniziativa ?
Il primo obiettivo e' avviare un tentativo di confronto attraverso un
dibattito che faccia emergere ed inquadrare nei giusti termini questa
vicenda.
Il secondo motivo e' avviare una campagna di finanziamento per far
fronte alle necessarie spese legali, visto che la vicenda ha assunto
contorni indefiniti, che ha coinvolto l'associazione nella quasi
totalita' dei suoi componenti.
Il primo punto su cui vorremmo confrontarci riguarda l'aspetto politico
della vicenda giudiziaria.
E' mai possibile che una persona (qualsisiasi persona) che svolge
un'attivita' politica sociale alla luce del sole possa essere sempre
perseguita, fino a diventare un potenziale colpevole ?
In quest'ottica abbiamo constatato l'incapacita' da parte di piu'
situazioni, a difendere una pratica di esperienze che hanno costruito un
altro punto di vista non legato a logiche di potere.
Inoltre non viene tenuto conto di come i centri sociali e l'area
dell'associazionismo, siano situazioni ricche di cultura, di democrazia
ed esperienze radicate nel territorio.
Nel secondo punto vorremmo comprendere quei gravi episodi che hanno
caratterizzato questa vicenda giudiziaria a cominciare dall'uso di
indizi come prove fino all'uso della carcerazione preventiva a supporto
degli stessi.
Quello che ci interessa sottolineare e' la necessita' di chiarezza e
d'informazione su come sia possibile, sempre in base agli indizi,
operare schedature di massa, pedianre, spiare, intercettare, prendere
impronte digitali anche a persone estranee al diretti coinvolgimento
delle indagini.
Inoltre riteniamo opportuno chiarire, nei limiti del possibile, quali
possano essere le nostre contromisure rispetto a tali pratiche
giudiziarie che generano un clima di sospetto perenne.
Come se non bastasse : e' possibile che queste informazioni possano
servire da base per la creazione d'illazioni pilotate da dare in pasto
agli organi d'informazione ?
Piu' volte in questi ultimi anni si e' parlato delle garanzie che lo
Stato dovrebbe dare ad ogni cittadino riguardo alla privacy.
E' chiaro che questa ed altre vicende simili sono una negazione di tale
diritto, cosi' com'e' chiara la nostra volonta' di denunciare tali
pratiche di controllo.
Chiedendo aiuto e collaborazione a politici e uomini di legge vorremmo
comprendere la possibilita' reale di difesa dei diritti di tutti i
cittadini.
L'ultimo punto e' quello relativo al diritto della giusta informazione e
al ruolo degli organi di stampa.
L'uso dell'informazione velina e', da un punto di vista deontologico,
l'aspetto piu' eclatante e pie' triste.
L'aspetto ancora piu' grave, e ce lo diciamo con rammarico, c'e'
sembrato che questa pratica abbia contaminato anche quell'informazione
che in questi anni ci e' stata piu' vicina.
Il problema assume un aspetto "tecnico" laddove non si ha o no si vuole
avere piu' la capacita' di cogliere nelle notizie e nei fatti che
succedono, i tentativi palesi di manipolare la verita' per scopi precisi
dimenticandosi con troppa facilita' di inserire i fatti ne giusto
contesto sociale e politico che stiamo vivendo.
Pero' l'aspetto piu' grave e' quello politico, che mette in relazione
situazioni presenti sul territorio ad una quasi assoluta mancanza di
episodi, pur sapendo che i centri sociali sono spazi aperti a tutti. Si
cade cosi' nella pratica del sospetto gestita dal potere, nella quale
non si prende posizione o meglio non si ha il coraggio di farlo.
Per sottoscivere :
I soldi devono essere versati sul conto corrente bancario intestato alla: CC n.° 36786/08 della Banca di Credito Cooperativo di Roma ag. n.° 1
Piazza Roselle 13, 00179 Roma
CAB 03201 ABI 8327. Causale : Solidarieta' a Sandro.
Associazione Culturale Centro Produzioni Indipendenti Zona Rischio
Via De Dominicis 4, 00159 Roma