{"id":465,"date":"2008-12-09T13:03:01","date_gmt":"2008-12-09T11:03:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/?p=465"},"modified":"2008-12-09T13:20:06","modified_gmt":"2008-12-09T11:20:06","slug":"memoria-e-percezione-del-laurentino-38","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/2008\/12\/memoria-e-percezione-del-laurentino-38\/","title":{"rendered":"Memoria e percezione del Laurentino 38"},"content":{"rendered":"<p>Girando su Internet ho trovato questo documento su Laurentino 38. E&#8217; interessante leggere che malgrado la persona che scrive non sia mai stata al Laurentino 38, senza dubbio afferma che finalmente anche il ponte nove \u00e8 venuto gi\u00f9.<\/p>\n<p>Luogo comune&#8230; per sentito dire e generalizzando si imputa il &#8220;degrado&#8221; del Laurentino alla sua architettura. Sarebbe da vedere come quartieri con architetture meno caratteristiche e innovative abbandonati a se stessi nel nulla per 25 anni si sarebbero ridotti.<\/p>\n<p>Comunque ecco il testo tratto da: http:\/\/www.iloveroma.it\/articoli\/laurentino38.htm<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial;\"> I ponti  \tdi Laurentino 38<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Anche se  \tmancano all&#8217;appello cinque o sei gatti (chi scrive \u00e8 una gattara  \tappassionata) gioved\u00ec sera \u00e8 venuto gi\u00f9, finalmente, anche il ponte nove di  \tLaurentino 38, ed \u00e8 un altro passo verso la soluzione di un gravissimo  \tdegrado.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Io non  \tsono mai stata a Laurentino 38, Rosi ieri da Londra mi ha detto &#8220;Certo che  \tme lo ricordo. Andarci? Ma che scherzi? Non ci si \u00e8 mai andati a Laurentino,  \tc&#8217;era da avere paura&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><span style=\"font-family: Arial;\">A  \torecchio, con le reminiscenze degli studi di architettura, direi che  \tLaurentino 38 deve essere uno di quei quartieri di edilizia popolare anni  \t&#8217;70, come Corviale&#8230; esperienze che in quegli anni hanno entusiasmato  \tqualcuno e che si sono subito rivelate un fallimento non tanto nell&#8217;idea  \tprogettuale, quanto nella capacit\u00e0 successiva di gestione e interazione con  \tle istituzioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Cos\u00ec mi  \tsono messa a gironzolare in internet e ho trovato qualcosa che la storia di  \tLaurentino 38 e dei suoi &#8220;ponti&#8221; la racconta bene: un articolo da &#8220;il  \tManifesto&#8221; del 10 novembre 2005, un anno fa, quando sono state annunciate le  \tdemolizioni<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\">\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><em><span style=\"font-family: Arial;\">(&#8230;)<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><em><span style=\"font-family: Arial;\"> Laurentino 38 non \u00e8 una banlieue, ma avrebbe potuto esserlo. A cominciare  \tdall&#8217;ispirazione architettonica. In Francia comincia negli anni &#8217;60, in  \tItalia dieci anni dopo, ma il \u00absogno\u00bb \u00e8 lo stesso: costruire unit\u00e0 abitative  \tautosufficienti, un po&#8217; socialismo reale. La microcitt\u00e0 perfetta e  \tperfettamente organizzata che si accomoda placidamente ai margini della  \tmegalopoli. Ma Laurentino, che sorge a sud di Roma, assomiglia alle  \tbanlieues parigine anche per un altro motivo: nasce alla fine degli anni `70  \tper ospitare i baraccati, cio\u00e8 i lavoratori &#8211; molto spesso \u00abimmigrati\u00bb  \tmeridionali &#8211; che avevano lasciato le campagne per raggiungere la citt\u00e0. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><em><span style=\"font-family: Arial;\"> Laurentino 38, oggi. E&#8217; un quartiere che resiste, che \u00e8 stato capace di  \tintessere un dialogo con le istituzioni. Ma che fatica, e il filo sembra  \tsempre sull&#8217;orlo di spezzarsi. Alberto Voci \u00e8 un figlio di baraccati, e oggi  \t\u00e8 l&#8217;animatore infaticabile dell&#8217;associazione Laurentum, che si batte per il  \trecupero di Laurentino. Si \u00e8 trasferito in uno degli appartamenti dell&#8217;Ater  \t(l&#8217;edilizia residenziale pubblica, ex Iacp) che aveva quattordici anni:  \t\u00abDelle baracche mi ricordo tutto. La nostra aveva due stanze, io e mio  \tfratello dormivamo con mia nonna. Non era un brutto vivere, ma quando ci  \tassegnarono una casa per noi fu una festa. Significava realizzare un sogno.  \tPoi ci siamo ritrovati qui. In questo quartiere che era bellissimo, moderno.  \tMa forse inadatto alle nostre esigenze. Qualcuno si port\u00f2 il cavallo in  \tcasa, qualcun altro nel bagno ci coltivava le verdure\u00bb. La \u00abvisione\u00bb del  \tgrande architetto Pietro Barucci non resse all&#8217;esistente. Lui aveva  \timmaginato un quartiere a due strati. Uno sotto per le automobili e uno  \tsopra, interamente pedonale, caratterizzato da undici ponti. Queste  \tpasserelle dovevano essere il cuore del quartiere, scintillanti di negozi e  \tdi servizi. Ma il progetto non funzion\u00f2. Non arrivarono i negozi, i pochi  \tche aprirono chiusero presto. E non arrivarono nemmeno i servizi: oggi solo  \tnel primo e secondo ponte ci sono gli uffici del muncipio, e da qualche anno  \tsull&#8217;ottavo ponte si \u00e8 installata la Asl con un servizio psichiatrico che \u00e8  \tun po&#8217; il vanto del quartiere.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em>E cos\u00ec i ponti sono rimasti vuoti. Ma non per molto. Ad occupare quegli  \tspazi pronti all&#8217;uso sono arrivati i \u00abnuovi\u00bb baraccati, gente senza casa o  \timpossibilitata a pagare un affitto. Molto spesso persone colpite da vari  \tdisagi sociali: psicologici, sanitari, familiari. Su molti ponti si scorgono  \tdei muri abusivi: quelle sono le pareti esterne di abitazioni fatiscenti che  \tospitano intere famiglie. Dentro, il pi\u00f9 delle volte, c&#8217;\u00e8 solo una finestra.  \tLe pareti sono umide e cadono a pezzi. I fili della luce sono scoperti e  \tpericolosamente penzolanti. I soffitti sono talmente malmessi che dentro le  \tcase ci piove. Qualcuno ha messo un telone come controsoffitto per  \traccogliere l&#8217;acqua in un solo punto della stanza. Cos\u00ec vivono centinaia di  \tpersone, a volte da venticinque anni.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nMa chi abita in questi spazi? <\/em><span style=\"font-family: Arial;\"><strong>(quelli degli ultimi tre ponti occupati  \t&#8211; n.d.r.)<\/strong><em> Italiani e immigrati, soprattutto marocchini. Giovani e  \tvecchi. Storie simili, costruite su percorsi del tutto personali. Come  \tRosina, ex infermiera sarda, arrivata a Roma per aiutare la famiglia del  \tfratello, quattro figli di cui uno con problemi mentali. Poi questa si \u00e8  \tsfasciata, lui \u00e8 andato a Venezia a lavorare, lei \u00e8 rimasta sola con due  \tnipoti \u00abe una pensione neanche tanto bassa, 900 euro, ma come faccio a  \tpagare un affitto?\u00bb, dice mentre stringe in braccio un cane e mostra le sue  \tdue stanze senza bagno. Vicino a lei abita il giovane Fabrizio, la sua casa  \t\u00e8 un piccolo zoo perch\u00e9 \u00e8 titolare di un negozio di animali: \u00abAl negozio ci  \tlavora la mia fidanzata, e io da poco tempo sono guardia giurata. Con le  \ttrattenute sono mille euro al mese, e un po&#8217; devo stare dietro anche alle  \tspese del negozio\u00bb, spiega. Poi c&#8217;\u00e8 il signor Paolo, 62 anni e \u00abnessuno mi  \tvuole pi\u00f9 a lavorare\u00bb, Enrico, sieropositivo, Alberto e la sua compagna  \tassegnatari della case dell&#8217;Ater rimaste ai rispettivi coniugi da cui si  \tsono separati.<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>Al Laurentino, 27 mila abitanti, dove ci sono solo due farmacie, non c&#8217;\u00e8 una  \tbanca, non c&#8217;\u00e8 un ufficio postale, non ci sono autobus notturni, le  \toccupazioni diventano persino oggetto di compravendita. Oppure vengono  \taffittate. E&#8217; un pezzo dell&#8217;illegalit\u00e0 che il quartiere vive &#8211; come il  \tpiccolo spaccio, i piccoli furti &#8211; che non interessa soltanto i ponti  \toccupati ma anche le case popolari, dove gli abitanti vivono le stesse  \tcondizioni di emarginazione degli occupanti. I palazzi cadono a pezzi, di  \tristrutturazione non se ne parla. Eppure il Laurentino \u00e8 anche un quartiere  \tpieno di risorse: un parco archeologico e una riserva naturale, una forte  \trete associativa tra cui si conta anche un centro sociale autogestito, e  \tnegli ultimi anni un investimento serio da parte del Comune che insieme agli  \tabitanti ha messo in piedi un progetto ambizioso, che conta la realizzazione  \tdi 39 opere pubbliche. \u00abQuello che ci salva \u00e8 che qui c&#8217;\u00e8 un dialogo  \tpossibile con l&#8217;amministrazione e con la politica &#8211; dice Voci &#8211; ma questo  \tdialogo non deve interrompersi o la situazione potrebbe degenerare\u00bb. <\/em><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\">(&#8230;)<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Bhe&#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><span style=\"font-family: Arial;\">E per chi  \tnon \u00e8 mai stato al Laurentino 38 un po&#8217; di foto<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><strong><span style=\"font-family: Arial;\"> <a href=\"http:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/foto\/laurentino38\/index.htm\">www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/foto\/laurentino38\/index.htm<\/a> <\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Girando su Internet ho trovato questo documento su Laurentino 38. E&#8217; interessante leggere che malgrado la persona che scrive non sia mai stata al Laurentino 38, senza dubbio afferma che finalmente anche il ponte nove \u00e8 venuto gi\u00f9. Luogo comune&#8230; per sentito dire e generalizzando si imputa il &#8220;degrado&#8221; del Laurentino alla sua architettura. Sarebbe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-465","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-laurentino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=465"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":495,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/465\/revisions\/495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}