{"id":635,"date":"2008-12-12T00:19:04","date_gmt":"2008-12-11T22:19:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/?p=635"},"modified":"2008-12-12T00:19:04","modified_gmt":"2008-12-11T22:19:04","slug":"sotto-i-ponti-del-laurentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/2008\/12\/sotto-i-ponti-del-laurentino\/","title":{"rendered":"Sotto i ponti del Laurentino"},"content":{"rendered":"<p>Data di pubblicazione: 27.03.2005 &#8211; tratto da\u00a0http:\/\/eddyburg.it\/article\/articleview\/1925\/0\/39\/<\/p>\n<p>Autore: Berdini, Paolo<\/p>\n<p>Anche questo articolo, pubblicato sulla rivista Carta nel numero di dicembre 2004, illustra una verit\u00e0 che i mass media non sanno vedere: il degrado delle periferie dipende pi\u00f9 da cattiva gestione politica che da errori di progettazione<\/p>\n<p>L\u2019urbanistica liberista \u00e8 stata alimentata -al pari di altri segmenti del pensiero neoconservatore- di un forte impianto ideologico. Il principale di questi attributi \u00e8 consistito nell\u2019attribuire al piano urbanistico i vizi di rigidit\u00e0 e di scarsa aderenza al mercato. Solo l\u2019iniziativa privata poteva avere gli strumenti per rendere realizzabili interventi altrimenti destinati al fallimento proprio per il vizio d\u2019origine, e cio\u00e8 quello di derivare da una matrice pubblicistica. Il caso che illustriamo dimostra finalmente che il re \u00e8 nudo e che il castello di bugie su cui era costruita l\u2019urbanistica contrattata si \u00e8 dimostrato soltanto il modo pi\u00f9 efficace per abolire qualsiasi discussione nella societ\u00e0 e far trionfare la propriet\u00e0 fondiaria.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u201cLaurentino 38\u201d \u00e8 uno dei quartieri di edilizia pubblica pi\u00f9 grandi di Roma. Progettato all\u2019inizia degli anni \u201980 da un grande architetto come Pietro Barucci, esso \u00e8 articolato su una serie di percorsi pedonali che attraversano per nove volte la sottostante strada carrabile che attraversa l\u2019intero quartiere: sono i cosiddetti \u201cnove ponti\u201d, strutture che contengono spazi per negozi e uffici pubblici e privati, per raggiungere quella qualit\u00e0 e integrazione urbana che \u00e8 alla base del pensiero urbanistico moderno.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sulla stessa volont\u00e0 di ipotizzare un qualsiasi uso differente degli spazi pubblici si \u00e8 concentrata la prima offensiva ideologica. Obiettivo principale della riqualificazione era \u201csuperare la logica parcellizzata costruita dall\u2019impianto originario per insule cui fa riferimento l\u2019elemento centrale del ponte; creare una dimensione urbana unitaria che consenta il formarsi di una vita sociale ed economica\u201d. Proprio cos\u00ec, \u00e8 scritto nel documento del comune di Roma.<\/p>\n<p>Il secondo capitolo dell\u2019offensiva neoliberista ha sfruttato al meglio lo stato di degrado in cui versano tre ponti. Essendo stati occupati da senza casa o da centri sociali, versano in uno stato di totale assenza di manutenzione. L\u2019abilit\u00e0 \u00e8 stata quella di dichiararli origine di ogni male e chiederne conseguentemente la demolizione, mentre necessitavano soltanto di una visione pubblica, di recupero sociale e fisico. E infatti, coloro che si opponevano alla demolizione argomentando che era sufficiente recuperarli e inserirvi funzioni pregiate, come uffici pubblici o servizi sociali, furono dipinti come esponenti dell\u2019urbanistica pubblicistica ormai inutile. L\u2019unica salvezza sarebbe stata quella di affidarsi ai privati. I tre ponti verranno demoliti, ma \u2013per rientrare delle spese- al loro posto verranno costruiti (da privati) 50.000 metri cubi di nuove attivit\u00e0 prevalentemente commerciali e per uffici.<\/p>\n<p>Il bello lo scopriamo oggi. Il sito dell\u2019Assessorato romano delle Periferie afferma che al fine di riqualificare il quartiere, in questi nuovi edifici troveranno posto le seguenti funzioni: la scuola infermieri gestita dal vicino ospedale S. Eugenio che gi\u00e0 occupa uno dei ponti e i cui \u201clocali attualmente in dotazione sono molto ridotti e avrebbe bisogno di espandersi\u201d; un posto di Polizia e infine un Ufficio postale. Era proprio quello che proponevano coloro che si opponevano alle demolizioni! Riempire di alcune funzioni pubbliche i ponti degradati: la riqualificazione sarebbe venuta di conseguenza.<\/p>\n<p>Oggi si tocca con mano quale sia stato il ruolo ingannevole dell\u2019offensiva ideologica: mascherare dietro parole d\u2019ordine vuote quanto accattivanti (la lotta al degrado e la liberazione delle forze private) una speculazione edilizia vecchia maniera in cui a pagare sar\u00e0 l\u2019intero quartiere Laurentino. La vicenda \u00e8 dunque paradigmatica del fallimento delle teorie neoliberiste della privatizzazione delle citt\u00e0: speriamo soltanto che gli attori di questa vicenda abbiano almeno l\u2019onest\u00e0 intellettuale di riconoscere il fallimento e aiutare al ritorno ad una visione pubblica delle citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Data di pubblicazione: 27.03.2005 &#8211; tratto da\u00a0http:\/\/eddyburg.it\/article\/articleview\/1925\/0\/39\/ Autore: Berdini, Paolo Anche questo articolo, pubblicato sulla rivista Carta nel numero di dicembre 2004, illustra una verit\u00e0 che i mass media non sanno vedere: il degrado delle periferie dipende pi\u00f9 da cattiva gestione politica che da errori di progettazione L\u2019urbanistica liberista \u00e8 stata alimentata -al pari di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/635"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=635"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":645,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/635\/revisions\/645"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tmcrew.org\/laurentinokkupato\/info\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}