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[ NO GLOBAL FORUM ]


 

Napoli 14/17 marzo 2001

altre testimonianze:
noglobal.org
indymedia italia
vanvitelli.net

le cronache e le foto:

mercoledì 14 marzo

E' un ottima giornata di sole per "allenarci" per l'inizio effettivo del NoGlobal. In una Napoli blindata da 5.500 guardie, dove per evitare fermi bisogna giocare a nascondino, ci siamo visti intorno alle 8:30 per un blocco ferroviario sulla Circumvesuviana nella stazione di Barra.
Circa 200 disoccupati autorganizzati di Acerra e della zona, più noi e qualche compagno dei centri sociali, sono rimasti circa 3 ore a fermare la circolazione ferroviaria metropolitana e provinciale (un bel intoppo, insomma!).
Dopo di che si è formato un corteo per le strade della zona che ha raggiunto Ponticelli intasando, questa volta, il traffico stradale.
I disoccupati sfilano come sempre in lotta per il diritto al lavoro, per il salario garantito e in particolar modo per l'accesso ai corsi di formazione specializzati. Ma questa volta si manifesta per far sentire la voce della precarietà anche ai padroni del mondo che si accingono a partecipare alla gran cerimonia di inaugurazione del Global Forum di stasera e per gridare lo scempio della loro opulenza proprio in una città come Napoli con soglie di povertà estrema e con uno scenario di precarietà allarmante.
Ma stiamo solo all'inizio.

Sono le 20:00 e arrivano i carri con la musica a palla a piazza del Gesù.
Nel pomeriggio è arrivata voce di un compagno arrestato e la tensione nell'aria è salita notevolmente e lì a poco metri dallo Ska abbiamo trovato più di una quindicina di cellulari e blindati schierati.
Tutto sembra volgere per il peggio.
Invece a piazza del Gesù, nonostante quindi le provocazioni continue delle guardie e le loro irritanti esibizioni di forza, c'è una grande festa.
La gente arriva a fiumi e il posto è gremito, arriveremo ad essere 4000.
L'atmosfera è quella di ogni street parade che riesce bene, cioè quella di una festa trascinante, coinvolgente che ti spinge a mescolarti nella folla dei corpi. C'è un carro raggamuffin, enorme con una pannocchia transgenica gigantesca, c'è un camion sovrastato da un ragno nero alto 4 metri che spara tecno, c'è inoltre un carro con un pugno chiuso gigante di cartapesta che manda musica di tutti i generi... tutto questo senza contare gli svariati musicisti che percorrono in lungo e largo il corteo con tamburelli, trombe e simili insieme a clown e danzatori di capoeira.
Migliaia di facce colorate, mascherate, sorridenti e anche inkazzate percorrono il centro di Napoli, dunque.
Intanto i bastardi ricchi stanno festeggiando con la loro fottuta serata di gala il loro dominio sul mondo, ma noi ci avviciniamo.
Siamo vicinissimi alla questura, la rabbia e la tensione salgono.
Si scheggiano i vetri di una banca, un fermento attraversa una parte del corteo e, guarda caso, passano tre gazzelle dei carabinieri attrraverso il corteo. Volano sassi, bastoni, caschi e aggeggi non meglio identificati che colpiscono in pieno gli sbirri. Loro dicono che qualche commilitone si è pure ferito, bah!
Poco più avanti la scena si ripete con le altre forze dell'ordine più amate del paese: la polizia di stato. Gruppi di celerini vengono assaltati a petardi, bottigliate e legnate mentre un paio di loro volanti vengono frantumate. La celere subisce e fortunatamente non carica.
Ma ancora durante tutto questo c'è chi sceglie e preferisce ballare e la festa va avanti ininterrotta fino a piazza Municipio.
Prima di tornare a piazza del Gesù si presidia e si alzano i volumi per un paio di ore di fronte a uno schieramento esagerato di forze dell'ordine, migliaia di divise in difesa della festa dei porci.
Tanto ci vediamo domani.

 

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giovedì 15 marzo

La giornata comincia con un fuggi fuggi di notizie, appuntamenti rinnovati e rinviati. E' un totale gioco di anticipi l'uno con l'altro tra noi e le guardie.
Verso le 11:00 parte, nonostante ovviamente la grande blindatura della polizia, la caccia al grande fratello.
300 persone festose si aggirano per il centro di Napoli "armati" di vernice e spray nero ad oscurare i mille occhi del potere. Vengono spennellate numerosissime telecamere sparse per il cuore della città.
Verso le 13:00, invece, davanti alla facoltà di Architettura, totalmente in nostro possesso, tra un cordone e l'altro di sbirri si improvvisa, spontaneamente, una partita di calcio fra manifestanti con un Santos arrivato da chissà dove e usando le guardie come limiti del campo. Nel bel mezzo del big match viene calato dal terazzo della facoltà uno striscione enorme (ma enorme veramente!!!!) con scritto gigantesco "No al controllo capitalista della tecnologia multimediale SABOTIAMO IL GLOBAL FORUM!!".
Le guardie, i dimostranti e la gente rimangono sbigottiti.
Ma il cuore della contestazione oggi è spostato tutto su altre forme.
Dalle 15 alle 17:30 c'è, come già da tempo preannunciato, un Netstrike contro il trading online, in particolare contro il sito della Fineco (che si occupa di transizioni economiche su internet).
Già dalle 13:00 partono le prime occupazioni delle aulette multimediali per consentire a più persone possibile di partecipare. All'Orientale, Psicologia, a Lettere, e ad Architettura arriviamo fomentatissimi e ci colleghiamo con tutta Italia con i canali irc. L'avvio è convincente e promette bene. In chat siamo numerossisimi.
Passa più di un ora e mezza e la tensione, pure online, cala notevolmente e il sito dei bastardi sembra decisamente riprendersi dal primo forte "attacco".
Va via via sempre peggio (ma comunque non male) fino a quando proprio negli ultimi minuti il sito della Fineco ci crolla sotto gli occhi: cominciano ad apparire una dietro l'altra le tanto agognate finestrelle con scritto "Impossibile visualizzare il sito www.fineco.it. Impossibile connetersi con il Server". L'abbiamo intoppato!!!
Almeno da Napoli, il sito è irragiungibile!
Sono le 18:00, stiracchiamo le nostre schiene curve sui pc e andiamo a festeggiare. Ad Architettura arrivano musica e casse e si preannuncia una festa per questa notte mentre fuori la porta della facoltà troviamo un cartello con scritto "FACOLTA' OKKUPATA".
E' solo l'ufficializzazione di un dato di fatto visto il continuo via vai di gente, compagni, iniziative e manifestanti che hanno riempito dalla notte di ieri questo edificio.

 

 

venerdì 16 marzo

from Vomero:
Oggi non è poi una così bella giornata di sole, fa un po' freschetto.
Ma il tempo è sempre buono per portare al pascolo un paio di pecore e così ci si vede alle 10:45 al Vomero davanti alla catena di plastica commestibile più famosa del mondo: il Mc Donald's.
In poche parole siamo lì, armati di sedano, carciofi, pomodori e soprattutto con escrementi di pecora (e due pecore vere, Sally e Dolly).
Sul posto ci si parano davanti due cordoni di guardie disposti alla difesa eroica dello spacciamerda. Davanti all'ingresso vengono aperti tavoli per distribuire cibo biologico ai passanti in una simpatica atmosfera tipicamente partonopea, fatta di allegre risate e cori ironici sulle forze dell'ordine e sul loro quotidiano adoperarsi in difesa di tutti i Mc del mondo.
Poi ci si muove in un corteo improvvisato, bloccando tutte le strade per muoversi verso la funicolare (con tanto di ortaggi e pecore). Arriviamo nei pressi della zona rossa (quella proibita), attraversando le vie del centro.
Giungiamo alla barriera "umana" di sbirri e ci scontriamo con una fitta sassaiola di ortaggi (sedano in particolare). I carabinieri, vista la pericolosità degli "oggetti" lanciati, sfoggiano strane spranghette in ferro pieno. Meno male che non gli diamo il tempo di usarle.
Trovandoci chiusi alle spalle, blindati da cordoni di polizia che ci correvano ai lati impazzendo, cerchiamo di aprirci un varco nel senso opposto alla zona rossa. Sulla destra spunta quasi subito il Banco di Napoli e si improvvisa un'entrata. La celere non gradisce e carica a difesa di 4 o 5 Digos che facevano da cuscinetto. La carica è rapida e chirurgica, ovvero dura un attimo ma fa male. Qualche compagno rimane contuso.
Si ritorna compatti, ma anche inkazzati, alla facoltà di Architettura Okkupata.

from Napoli centro:
Si parte la mattina in da P.zza del Gesù per controinformare la città sull'infamità dei padroni del mondo. Si cerca di passare per tutti i vicoletti del centro, per volantinare.
Si passa un po' ovunque per un oretta lasciando scritte sui muri tra la folla del centro. Ad ogni incrocio con qualche via più trafficata si improvvisano brevi blocchi stradali. Il tutto procede nella più assoluta tranquillità, anche da parte delle guardie (perchè non c'erano proprio!!!).
Si raggiunge un viale principale nel cuore della città e anche in questo caso facciamo un blocco. Appena si riparte, si accodano 3 blindati preceduti da due cordoni di celere.
La tensione, comunque, non sale e gli sbirri ci "scortano" per tutta la nostra permanenza lungo il viale.
Appena svoltiamo per Porta Alba, una via secondaria decorata da pittoreschi negozietti locali, bancarelle, mamme a spasso con i bambini, una volante pretende di sorpassarci. Ci si oppone tranquillamente non accettando la chiara provocazione. Ci si mette davanti l'auto per impedirgli di passare. La celere interpreta questo gesto come se fosse una violenza inamissibile e, alla faccia del posto affollato, carica. Si corre, disarmati e sorpresi, fino in fondo al viale. Ci si ferma un attimo, ci giriamo per vedere se si placa la situazione e riparte un'altra carica.
Arretriamo fino a un posto okkupato della zona scorgiamo arrivare uno dietro l'altro una decina di blindati. Le guardie chiudono la via da entrambe le corsie, fanno chiudere i negozi, indossano i caschi e gli scudi. Si teme il peggio e ci si barrica nello spazio.
Fortunatamente la tensione cala e dopo un po' l'esagerato dispiegamento di forze dell'ordine si scioglie.

 

sabato 17 marzo

La sveglia questa mattina e' alle 8:00 e nella stracolma Arkitettura Okkupata l'atmosfera e' fibrillante. Stiamo all'ultimo dei 4 giorni contro il Global Forum, il piu' significativo.
Alla facolta' sono arrivati, la sera prima, una marea di compagni da tutta Italia e anche dall'estero. Si e' dormiti ammassati ma anche piu' che felici. I preparativi sono frenetici, arrivano notizie confortanti dai treni: saremo migliaia.
Facciamo un gruppone all'ingresso, qualche centinaio di persone, praticamente un corteo e ci avviamo verso p.zza Garibaldi a raggiungere chi e' venuto da tutta Italia.
Strada facendo cogliamo l'enorme dispiegamento di polizia, una vera prova di forza da parte della questura. I potenti del mondo vogliono sentirsi tranquilli e siccome sono democratici hanno dispiegato tutte le 5500 guardie a disposizione.
Ogni "obbiettivo sensibile", ovvero ogni banca, negozio di lusso, agenzia interinale, McDonald's protetto da minimo tre blindati e due cordoni di guardie. Stessa cosa per ogni strada, vicolo che confluisce su Corso Umberto, la strada del corteo. E' difficile descrivere a parole questo esagerato e provocatorio ma soprattutto enorme dispiegamento. Tutte i celerini (ma ci sono anche centinaia di carabinieri e finanzieri) hanno casco in testa, manganello e scudo in mano. Messa in questi termini la massa violenta sono loro, non noi come scrivono da giorni i giornali.
Sfiliamo tranquilli e raggiungiamo i compagni da fuori che hanno strabordato piazza Garibaldi e gia' confluiscono sui primi metri di corso Umberto. Ci fermiamo e si forma la testa del corteo. All'apertura uno striscione grosso con scritto "No pasaran - Iatevenne!!" della rete campana, poi segue un carro con la superpannocchia della street parade, e poi tutti gli altri.
La composizione del corteo e' ricchissima, ci sono gli immigrati, i kurdi, gli studenti delle scuole di Napoli, i centri sociali, gli autonomi, i disoccupati, gli LSU, gli anarchici (tra cui greci e austriaci), i Cobas, i collettivi e le associazioni pacifiste e del mercato equo-solidale e infine i Giovani Comunisti.
Si tirano le somme: siamo 20.000!!!!!!
Dal centro del corteo, arrampicandosi da qualche parte, e' impossibile scorgere la testa e la coda.
Questo ci gasa tantissimo e quelle guardie ai nostri lati a bloccare tutti i vicoli e presidiare tutte le vetrine del potere, delle multi e dei bastardi in genere, da solo che fastidio.
Si sfila sempre piu' inkazzati, sempre piu' decisi a voler raggiungere p.zza Plebiscito, nel cuore della zona rossa (l'autorizzazione e' fino a p.zza Municipio 500 metri prima circa).
Strada facendo un gruppo scopre una banca, ahime!, senza "scorta".
Trenta secondi dopo le vetrine sono giu' e sull'unica rimasta in piedi, scheggiata, e' apparsa una scritta "INSERT COIN - GAME OVER". Ma il vicolo dopo e' presidiato dai finanzieri in formato celerino che cominciano ad agitarsi. Una sassaiola di sampietrini li seppelisce e i loro blindati risulteranno inutilizzabili.
Questo da il via alle danze.
Sempre piu' spesso dal centro del corteo, dove sta il blocco anarchico, si attaccano tutti gli obbiettivi possibili, indifferentemente se presidiati o meno, e continuamente si creano sassaiole contro le guardie e, ovviamente, relative cariche.
Ma a p.zza Borsa la situazione sfugge di mano e la celere, questa volta dispiegata su una strada molto piu' larga, carica violentemente. Il corteo, nella sua parte centrale quella del blocco anarchico, sbanda e avanza caoticamente. I Cobas, subito dietro, intervengono nella carica e resistono alla violenza dlle guardie. Respinti gli sbirri in maniera piu' che pesante, la parte centrale, rimasta appunto divisa, riesce a ricompattarsi. Intanto il corteo in generale non si scompone e deciso e sempre stracolmo di gente va avanti.
Verso p.zza Municipio si passa davanti l'Adecco, bastardissima agenzia interinale, e le sue vetrine crollano giu' che e' una meraviglia. Ennesimo conflitto a sampietrini con i celerini segue questa azione.
La testa del corteo intanto e' gia' giunta davanti al muro di guardie che delimita la zona rossa.
Anche qui, ovviamente, la scena e' surreale: migliaia di agenti sono schierati lungo tutto il perimetro della piazza, ovvero lungo centinaia di metri. Sono alle nostre spalle, alla nostra sinistra (lungo il porticciolo), lungo il Maschio Angioino, dietro il castello, prima di via Medina. Nei paraggi della Palazzo Reale ovviamente stanno messi in triplice schiera dietro a enormi reti che sbarrano il passaggio anche in altezza. Sono reti in metallo spesso fissate ai blindati: totalmente inamovibili.
Ci si prepara a cercare di raggiungere p.zza Plebiscito comunque, anche attraverso una via laterale. Vengono sistemati 3 enormi scudi e la superpannocchia si trasforma in un morbidissimo cuscino paracolpi.
Le scene dopo le avete viste al telegiornale.
La prima carica della polizia viene respinta, la seconda no, ma si resiste... la terza sbaraglia tutta la piazza.
I bastardi caricano violentemente da tutti i lati e partono al pestaggio di tutte le migliaia di persone presenti. Si tenta qualcosa ma i lacrimogeni sono decine e decine e le manganellate arrivano da tutti i fronti. Si scappa dove si puo', mentre molti che stavano davanti con gli scudi vengono chiusi a ridosso del fossato del Castello e massacrati di botte li'. Molti scendono giu' verso il centro, o verso il porto. La polizia, la finanza, i carabinieri, la Digos, ci inseguono senza sosta, ci caricano e prendono chiunque capiti sotto tiro sbattendolo al muro e picchiandolo in massa. Scene di solita follia amfetaminica delle guardie e giu' con arresti, fermi e feriti. Al porto molti studenti di 15 e 16 anni vengono bastonati da una carica improvvisa di agenti in borghese. Nei pressi della caserma della Finanza sorgono piccole barricate e la polizia ricarica. Pestaggi brutali e a freddo avvengono un po' ovunque e si sa anche di cariche nei vicoli.
Ci si concentra ad Arkitettura, allo Ska e a piazza del Gesu', comunque ci si ricompatta in quella zona. La tensione cala un po', la polizia si allontana (ma neanche troppo), si cerca di capire la situazione (immaginate il caos piu' totale).
I fermi in questura risultano essere circa 80, i feriti sono tantissimi (anche la questura dichiara di avere oltre 100 agenti feriti) tra cui 4 o 5 compagni gravi (ricoverati all'ospedale con fratture multiple), gli spazi okkupati assediati e a rischio di sgombero immediato (voce poi smentita).
Intanto viene detto a chiare lettere a questurini e digosotti che nonostante tutto siamo pronti ad andare a piazza Cavour a impedire che le merde fasciste di Forza Nuova sfilino per il centro. Questa volta le guardie preferiscono far stare a casa i loro amichetti forzanuovisti e noi ci risparmiamo quest'altra battaglia. Si va in assemblea e si discute sul da farsi, su la possibilita' di fare pressione in questura per la liberazione immediata dei compagni e delle compagne prese, si ascoltano referti medici e le delegazioni incaricate di dialogare coi bastardi per cercare di capirci qualcosa di piu'.
Alla fine vengono rilasciati quasi tutti. Per gli altri ancora non si sa.
Tirare le somme della giornata e' dura, perche' se da un lato abbiamo vinto, deleggittimando i "global leaders" con 20.000 persone in piazza, coinvolgendo tutta la citta' (tutt'altro che ostile), rendendo palese, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che la loro democrazia si esprime attraverso l'azzeramento delle critiche dal basso e dispiegando migliaia di guardie, dall'altro abbiamo visto centinaia di compagni/e feriti e abbiamo subito cariche devastanti. Ma, ormai si sa, non sara' mai la repressione, per quanto violenta, a fermarci.


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