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Info-Territorio è un momento di sintesi e di raccolta di informazioni del gruppo che si interessa a queste tematiche dentro ad L38 Squat il Centro Sociale che sta sul sesto ponte del Laurentino 38.

Rischio cemento per la Valle di Perna

Filed Under (parchi, pontina, strade) by antonella on 25-10-2008

da: http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=9620
Il XII municipio approva 30.000 metri cubi di cemento a Tor de’ Cenci Sud


di Claudia Tifi – 23/09/2008
30.000 metri cubi di cemento a Tor de’ Cenci Sud, un’area destinata ad agro romano ai confini della riserva naturale di Decima Fede, è la variante esecutiva al piano regolatore approvata dalla maggioranza trasversale dei consiglieri del XII municipio, il 22 settembre 2008.

“Si è riaperta una grande ferita nella delicata questione della salvezza della valle della Perna – dichiara Matilde Spadaro, capogruppo dei Verdi al XII municipio, fermamente contraria alla mozione – nel 2003 il progetto vide la contrarietà dell’allora maggioranza di centro- destra proprio per il pregio ambientale dell’area ed oggi di fatto, rivestiti i panni del governo, la stessa Pdl si sconfessa da sè stessa.”
E’ bastato un voto, una decisione affrettata, per dimostrare quanto valgono poco le dichiarazioni autorevoli degli anni passati e i vincoli di legge che tutelano un’area: anche per la valle di Perna spunta la minaccia di una lottizzazione a favore dell’edilizia.

“Il comparto edificatorio – prosegue la Spadaro – sarà per i truffati dello scandalo delle cooperative, anche se lo stesso diritto poteva benissimo essere assolto in un’area di 167.000 metri cubi già individuata dal piano regolatore, senza bisogno di intaccare altro territorio. In tutta questa partita non è in gioco soltanto la vita di un’area bellissima e preziosa per la sua ricchezza di biodiversità, ma anche il principio per il quale non si sarebbero fatte più varianti al piano regolatore. Faccio appello a tutte le associazioni – conclude- e  a tutte le forze politiche che hanno sempre sostenuto la battaglia per la salvezza dell’area della valle della Perna affinchè ci si mobiliti nuovamente e si dimostri che i cittadini e i rappresentanti politici seri non demorderanno mai per veder tutelato il diritto alla salute e al rispetto dell’ambiente.”

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COMUNICATO STAMPA – COMITATO NO CORRIDOIO ROMA-LATINA

Filed Under (parchi, pontina, strade) by antonella on 25-10-2008

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Dichiarazioni di GUALTIERO ALUNNI – Portavoce del Comitato NO Corridoio Roma-Latina

Con le ultime affermazioni di Marrazzo: “Questo territorio chiede il diritto alla mobilità. L’opera delle opere per la mia legislatura è la Roma-Latina, infrastruttura simbolica su cui far crescere a rete la mobilità”, siamo arrivati ad un punto estremo della propaganda e delle falsità buone per abbindolare gli ignari cittadini e i pendolari sprovveduti. L’ingresso a Roma con l’aggravante del Mega centro commerciale di Euroma2 è e rimarrà un tappo inesorabile con l’aggiunta che i pendolari, che continueranno a fare file interminabili, dovranno perfino pagare il pedaggio. Prosegue Marrazzo nelle sue farneticazioni: “Il territorio a sud di Roma deve avere l’occasione di continuare a crescere. Se non diamo risposta di mobilità questo territorio imploderà”. Quest’opera devastante, arrecherà dei danni incalcolabili all’equilibrio ambientale della riserva di Decima-Malafede, verranno abbattute decine di abitazioni, decine di aziende agricole verranno chiuse, ridimensionate e altre decine che dopo duri lavori di riconversione praticano la coltura biologica, verranno inquinate irrimediabilmente.

L’unica soluzione per la mobilità é il potenziamento ad alta frequenza della linea ferroviaria Roma-Latina, il raddoppio del binario unico Nettuno-Campoleone, la costruzione dei tronchetti Pomezia-S.Palomba e Latina-Latina Scalo.

Dei 100 mln di euro stanziati dalla Regione Lazio per il 2008 sul sistema ferroviario laziale, sull’asse pontino, a tutt’oggi, non risulta impegnato neanche un centesimo. Dalle modalità tecniche, si evince che forse potrebbero essere utilizzate delle risorse economiche per migliorare i servizi attuali, ma non per il potenziamento della rete e della struttura ferroviaria.

E’ indubbio che la soluzione della mobilità si troverà solo riducendo drasticamente il trasporto privato su gomma e potenziando quello ferroviario.

Nel rilanciare la proposta dell’adeguamento della Pontina per la sicurezza dell’intera tratta Roma-Latina-Terracina, chiediamo che dalle briciole (3 mln di euro) si passi, con la prossima finanziaria, ad un serio ed efficace stanziamento di almeno 300mln di euro.

Lor signori (la Regione lazio) hanno affossato il tavolo tecnico e non hanno mai voluto accogliere la nostra richiesta di aprire un tavolo politico. Al Presidente Marrazzo, se è così sicuro di quello che afferma, gli chiediamo di accettare un confronto pubblico sulla questione con il nostro Comitato. A lui decidere il giorno, il luogo e l’ora.

Roma, 22 Ottobre 2008
COMITATO NO CORRIDOIO ROMA – LATINA

FIRMA on line: http://www.PetitionOnline.com/ppnoc1/
Il nostro blog:  http://quartiereroma12.blogspot.com

E.mail: nocorridoio@tiscali.it  – cell. 3332152909

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L’ingorgo si sposta, ma il problema resta

Filed Under (EUR, pontina, strade) by admin on 01-10-2008

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Di seguito un articolo del Messaggero dove si glorifica la costruzione di uno svincolo sulla Colombo all’altezza di Via Oceano Atlantico/Pacifico.

In realtà il traffico si fermerà comunque al semaforo successivo Palaeur… ma che importa… meglio non ragionare su una mobilità alternativa più razionale treni, metro, bus, bici… macchè si continuano a costruire mega-parcheggi, mega-svincoli, mega-centricommerciali anche se chi ha ancora un minimo di razionalità sa che non può nenache avvicinarsi al centro in auto o ad un centro commerciale in orari di punta senza prevedere almeno un’ora di ricerche di parcheggio.

Ma si continua così, poi del resto questo dello svincolo degli oceani è anche un progetto della precedente amministrazione… che dire voti uno o voti l’altro sempre qui stiamo non c’è visione si guarda solo ad una spanna dal proprio naso senza minimo coraggio. Il ragionamento è accontentiamo gli automobilisti sono la maggioranza dei nostri elettori e loro vogliono andare ovunque, sempre con la loro macchina, accontentiamoli.

La città però continua così a svilupparsi come una metastasi nutrita da un flusso continuo di veicoli motorizzati privati, morendo ogni giorno di più.

Svincolo degli Oceani, e l’ingorgo non c’è più:
allenterà la pressione del traffico sulla Colombo

L'incrocio come sarà dopo la costruzione dello svincolo

ROMA (28 settembre) – È una piccola grande opera, di quelle che a volte cambiano la vita alla gente senza costare quanto un Ponte di Messina. Si inserirà tra via Cristoforo Colombo, viale dell’Oceano Pacifico, viale dell’Oceano Atlantico. E si chiamerà, appunto, svincolo degli Oceani. Siamo a Roma Sud, zona Eur. Flussi-auto difficili da calcolare. Una delle principali porte per chi entra o esce da Roma in direzione Ostia, Grande Raccordo Anulare, Pontina, Latina e via accelerando.

C’è già il via libera della prima conferenza di servizi alla quale hanno partecipato in tanti: Atac, Acea, i Dipartimenti VI, VII, XII e il XII municipio, Risorse per Roma, Fastweb, Telecom, RomaMetropolitane. «È un’opera necessaria, si sarebbe dovuta fare già da qualche anno – spiega Pasquale Calzetta, (Pdl) da pochi mesi presidente del XII Municipio – ma ora faremo di tutto per rimuovere le ultime difficoltà e accelerare i tempi». Costerà 8 milioni di euro. Servirà ad allentare la pressione in un punto cruciale per la viabilità cittadina e per i pendolari.

Attualmente l’incrocio è regolato da un semaforo a tre fasi con un ciclo massimo di 130 secondi. Quanto basta per attirare una folla di venditori tipo suk: di fiori, giornali, lavavetri, acrobati e mendicanti. Nelle ore di punta al mattino, dalle 7,30 alle 9,30, si formano coda in direzione Roma. La sera la situazione è identica, ma in senso invertito. Inoltre, in base alle interviste raccolte nella fase preliminare si è appurato che il 29% dei veicoli fermi all’attestamento di via Cristoforo Colombo in direzione Roma, sarebbero interessati a effettuare la svolta a sinistra su via dell’Oceano Pacifico oggi non consentita.

Verranno realizzati due sottovia sotto la Colombo con le relative rampe di salita. In questo modo resterà la viabilità di superficie ma si alleggerirà in modo significativo l’incrocio collegando i due settori Est e Ovest oggi separati dal semaforo.

«Per realizzarlo – riprende Calzetta – ci vorranno dai 18 ai 24 mesi. Se a dicembre, come credo e spero, riusciremo a bandire la gara internazionale, i lavori potranno iniziare tra meno di un anno».

Vuol dire fine lavori entro il 2011. Ma se i risultati saranno gli stessi ottenuti con lo svincolo del Tintoretto, un’opera che ha “stappato” due quartieri limitrofi, sarà meno dura sopportare i disagi per il cantiere (che non saranno pochi, perché la viabilità alternativa dovrà fare i conti con varie interconnessioni).

È un incrocio in servizio permanente 24 ore su 24 viene viene percorso da migliaia di pendolari. senza dire che le criticità coincidono regolarmente con gli eventi in programma al Palalottomatica. Partite di basket, concerti, meeting, tutto fa brodo per trasformarsi in ingorgo. Il nuovo svincolo degli Oceani avrà influssi benefici per il Castellaccio e per il traffico in uscita e in entrata dal centro commerciale “Roma 2”, inaugurato l’estate scorsa.

L’inserimento della galleria avrà effetti a cascata anche per il traffico su via dell’Umanesimo e su viale Europa. in attesa che veda la luce l’altro corridoio, il trasporto pubblico Eur-Tor de’ Cenci, un progetto ancora in via di definizione, come del resto il filobus Eur-Tor de’ Cenci-Laurentino-Tor Pagnotta-Trigoria(e martedì prossimo ci sarà un consiglio straordinario al XII municipio alla presenza dell’assessore Sergio Marchi per illustrare gli ultimi importanti sviluppi). Nei prossimi giorni sono previste altre riunioni per definire le questioni ancora in sospeso e che riguardano il sottopasso: gli espropri di alcune aree limitrofe, lo spostamento dei due distributori di benzina, la ricollocazione di un’area espositiva per macchine d’epoca e per le verifiche dei sondaggi archeologi.
C.Mar.

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Apre “Autostrade del lazio”

Filed Under (pontina, strade) by admin on 05-03-2008

Cemento e asfalto a partire dalla Valle di Malafede. Raddoppiando le corsie non si risolve il problema del traffico, se ne attira solamente di nuovo, ma questa semplice e dimostrata verità nessuno la vuol sentire fermerebbe il business

Articolo di MARCO GIOVANNELLI da Il messaggero del 5/3/2008

Cantieri aperti entro quest’anno e lavori celeri per trasformare la Pontina in autostrada. Ieri mattina il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro, il presidente dell’Anas Pietro Ciucci e il presidente della Regione Piero Marrazzo, hanno tenuto a battesimo “Autostrade del Lazio”, una società a capitale misto che si occuperà di realizzare la rete viaria regionale a pedaggio. I primi due impegni sono la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina e la bretella Cisterna-Valmontone. Questo secondo progetto ha un valore più di carattere economico per lo sviluppo della provincia pontina e dei territori costieri della provincia romana per il collegamento con l’autostrada del Sole.
Il primo progetto è quello che invece avrà un impatto maggiore sulla viabilità vera e propria di pendolari e di tutti coloro che si spostano verso sud. La nuova autostrada correrà in gran parte sul tracciato dell’attuale Pontina (nel progetto sono previste anche strade laterali, gratuite, per la viabilità locale) per limitare l’impatto ambientale. «Il federalismo autostradale ormai è una realtà – ha detto Ciucci -. La società mista Autostrade del Lazio è già la quarta società che nasce all’insegna della collaborazione strutturale tra Anas e Regioni. Questo tipo di iniziativa è stata già sperimentata con successo in Lombardia, Veneto e Molise. Metteremo a disposizione di questo importante progetto la nostra esperienza con l’obiettivo di avviare entro il 2008 la gara per l’affidamento della concessione relativa alla realizzazione del progetto».
Alla costituzione della società, il presidente della Regione Piero Marrazzo ha detto: «Formare una società con Anas significa dare una lettura univoca degli interventi infrastrutturali. Ormai questa società non è più un’idea sulla carta, ma un’opera reale». «Questo progetto è di innovazione infrastrutturale complessiva – ha aggiunto l’assessore ai lavori pubblici Bruno Astorre -. Il nuovo sistema viario assicurerà la certezza di by-passare la capitale: a Sud, con la Cisterna Valmontone, che partendo dalla nuova Roma-Latina raggiungerà l’autostrada del Sole e, a Nord, dal collegamento con l’A1 tra Civitavecchia e Orte». «L’importanza della nascita di Autostrade del Lazio sta nel fatto che gli utili sui pedaggi dei tratti stradali di competenza della nuova società non andranno allo Stato, ma in un fondo regionale per le infrastrutture e l’ambiente», ha spiegato il ministro Di Pietro.
Gli aspetti tecnici della società sono questi: Autostrade del Lazio avrà sede legale a Roma e avrà una durata fino al 2050, nasce con un capitale sociale di 2,2 milioni di euro sottoscritto in misura paritetica da Anas e Regione Lazio. La nuova società ha per obiettivo il compimento di tutte le attività, gli atti e i rapporti inerenti la procedura di evidenza pubblica per l’affidamento della concessione nonché l’esercizio delle funzioni e dei poteri di soggetto concedente e aggiudicatore per la realizzazione del progetto integrato Corridoio intermodale Roma-Latina e Collegamento Cisterna-Valmontone, così come previsto dall’Accordo di Programma siglato in data 8 novembre 2006 dal Ministero delle Infrastrutture, dalla Regione Lazio e dall’Anas, in attuazione della legge della Regione Lazio 21 dicembre 2007. La società mista dovrà garantire, tramite ricorso alla finanza privata, il reperimento di una quota pari almeno al 60 per cento delle risorse finanziarie necessarie alla copertura del costo del progetto integrato, per la cui realizzazione è previsto un investimento complessivo a carico dello Stato da contenere entro i limiti del 40% del costo totale delle opere. Il costo stimato è di due miliardi di euro, di cui circa 360 milioni stanziati dal Cipe nel 2004. Il presidente della società è Federico Bortoli, i consiglieri di amministrazione sono Aldo Ciocia, Alessandro Ruben e Alessandro Iacorossi. L’Amministratore delegato è Massimo Averardi.

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